SOSTENIBILITÀ – Intervista a Marco Paciotta

Gli operatori prevedono una crescita esponenziale delle aziende che cercheranno di mettersi in regola, pubblicando il proprio report di sostenibilità. Ne parliamo con iI responsabile commerciale di ESG Portal

Con buona pace di Fedez la hit di quest’anno suonerà al ritmo della sigla ESG (Ambiente, Sociale e Governance).

Gli operatori prevedono una crescita esponenziale delle aziende che cercheranno di mettersi in regola, pubblicando il proprio report di sostenibilità.

Tra coloro che si stanno preparando ad affrontare il flusso di richieste, Marco Paciotta, responsabile commerciale di ESG Portal, una delle società di punta per la valutazione del Rating ESG.

Di ESG si parla ormai con sempre maggiore frequenza, ma perché le aziende dovrebbero affrettarsi a chiedere una valutazione ESG?

Già nel 2016 l’Italia ha recepito la Direttiva europea 2014/95/EU, che obbliga tutte le aziende con più di 500 dipendenti a pubblicare un report di sostenibilità, la cosiddetta rendicontazione non finanziaria. Si tratta di 11mila aziende di grandi dimensioni che devono valutare il proprio rating ESG, il rispetto, cioè, di criteri ambientali, sociali e di governance. Con il programmato dimezzamento del numero di dipendenti, da 500 a 250, il numero di imprese obbligate salirà a 50mila.

Il tessuto produttivo nazionale è però costituito dalle note piccole aziende, che sembrano escluse dagli obblighi.

Sembrano, ma la richiesta di sostenibilità si ripercuoterà a cascata proprio sulle piccole aziende e su quelle micro, anche con un solo dipendente. Non sarà un obbligo esplicito, ma con le nuove direttive europee, già programmate, ogni azienda dovrà considerare l’impatto di tutta la propria filiera di fornitori, a quel punto chiederà ai suoi fornitori di produrre la valutazione del loro rispetto dei criteri ESG.
All’inizio la misurazione riguarderà le emissioni dirette prodotte dall’azienda, tecnicamente nell’elenco SCOPE 1, poi quelle indirette di un’azienda in conseguenza del consumo energetico, SCOPE 2, e infine di tutte le altre emissioni indirette derivanti dalla Supply Chain, SCOPE 3, ovvero la filiera dei fornitori, la catena di approvvigionamento che globalmente concorre a produrre un prodotto, nei singoli passi che vanno dal fornitore al cliente.

Marco Paciotta

D’accordo, ma le direttive devono ancora essere approvate e poi recepite dal Legislatore italiano. C’è ancora tempo per tirare avanti.

Anche in mancanza di un obbligo esplicito, il sistema ha già preso atto del cambiamento. Le riporto un caso che è già successo: un imprenditore ha le merci in un capannone assicurato contro gli incendi; il premio era 10.000 euro l’anno, da quest’anno però fornisce una dichiarazione o un rating di sostenibilità il premio scenderà a 8000.
Man mano che le aziende, grandi e medie, vorranno ricevere trattamenti vantaggiosi da assicurazioni e banche, dovranno documentare i valori delle loro emissioni e saranno tenute a includere nei conteggi anche tutti i loro fornitori. Le aziende, anche di piccole dimensioni, se vorranno conservare i loro contratti di fornitura, dovranno organizzarsi per ottenere una valutazione dei criteri ESG.

E dovranno chiederla a società come la vostra?

ESG Portal è una start up nata nel 2021, ma posso affermare tranquillamente che la valutazione e il rating ESG che forniamo sono tra i prodotti più completi e approfonditi del mercato. 
La valutazione è prodotta da un dettagliato questionario compilato dall’interessato all’interno del portale, che approfondisce molteplici aspetti nei diversi settori su cui impattano le attività. Ho esaminato diversi questionari forniti da società che vogliono operare in questo mercato, ma si limitano a pochi approfondimenti, con quattro domande per ogni settore. Con qualche flag su poche risposte non si può arrivare ad una seria valutazione; ci vuole un questionario che vada nel profondo, con attenzione, con documenti probanti e documenti a supporto.
Allo stesso tempo la compilazione è semplice e può essere fatta progressivamente in tempi differenti. Non c’è bisogno di consulenti esperti, che le grandi agenzie di rating si fanno pagare centinaia di euro al giorno, e l’interessato può digitare i suoi dati guidato dal programma, salvando le varie fasi, fino al completamento di tutte le risposte.

Proprio pochi giorni fa ESG Portal è stata premiata come eccellenza aziendale italiana ai premi Le Fonti Awards.

Al di là del riconoscimento, che premia l’impegno di tutto il nostro staff, io vorrei sottolineare la motivazione di essere un provider tecnologicamente avanzato, innovativo e di facile fruibilità. I nostri esperti hanno creato una piattaforma a cui l’utente accede in modo semplice e viene guidato in un percorso attraverso il quale, con l’immissione di specifici dati, va a misurare l’impatto nei settori dell’Ambiente, del Sociale e della Gestione aziendale.

E come rispondono le aziende in questo momento?

La prima reazione è di considerarlo un altro ostacolo burocratico. Ma appena verificano che le banche si informano, chiedono cosa si sta facendo in tema di rifiuti, energia, gestione del personale, allora capiscono che c’è l’eventualità di una revisione dell’affidamento e suona il campanello d’allarme.
Noi abbiamo già emesso Rating ESG per diverse società che si sono rivolte direttamente a noi, allo stesso tempo abbiamo avviato contatti con federazioni imprenditoriali, associazioni di professionisti, sindacati e siglato accordi per associarli in accordi di partenariato. L’interesse c’è ed è rilevante. Forse in estate ci sarà un rallentamento, ma da settembre abbiamo in programma di aumentare il personale per rispondere alle richieste di informazioni.

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