PLENTY – “Enough”

Il doppio CD raccoglie due progetti del 2021 ideati durante il lockdown dalla band formata da Tim Bowness, Brian Hulse e David K ​​Jones, oltre alla prima versione in assoluto delle demo originali degli anni '80

Formata nel 1986 dalle ceneri della band post-punk di Liverpool A Better Mousetrap e degli Art Rockers di Warrington After The Stranger, Plenty è stata la band immediatamente pre no-man di Tim Bowness.

Riecheggiando distintamente artisti contemporanei come The Blue Nile, It’s Immaterial, The Chameleons, David Sylvian e Talk Talk – accanto a iconici artisti del calibro di David Bowie, Eno/Roxy Music, Peter Gabriel e Kate Bush – la musica di Plenty si alternava tra indie-pop , commoventi ballate ed esperimenti elettronici. Nel 2018, Bowness e gli altri membri fondatori Brian Hulse e David K ​​Jones hanno riformato e pubblicato il ben accolto It Could Be Home (karisma records).

Enough è un prezioso, affascinante doppio CD che raccoglie due progetti del 2021 dei Plenty (Tim Bowness, Brian Hulse e David K ​​Jones) ideati durante il lockdown, oltre alla prima versione in assoluto delle demo originali della band degli anni ’80.

Old è un mini-album contenente sette interpretazioni contemporanee delle canzoni degli anni ’80. Ospiti: Tom Atherton, Michael Bearpark, Peter Chilvers e Charles Grimsdale.

Borrowed è un EP, composto da cinque cover, che vede il trio Plenty imprimere la propria identità sulle canzoni di It’s Immaterial, Suzanne Vega (dove la disperazione fa un viaggio all’Euro Disco), The Teardrop Explodes, Kevin Coyne e Hank Williams (in quella che può essere la fetta di America più inglese di sempre!).

Older presenta sette demo dei Plenty dal 1986 al 1990 (diversi pezzi includono idee liriche successivamente utilizzate da no-man).

L’artwork è di Carl Glover e il libretto doppio CD contiene note di copertina di Tim Bowness.

Mettendo in mostra le origini degli stili che successivamente sono diventati marchi di Bowness e no-man, Enough rivela lati diversi della voce di Bowness, poiché il potente basso di Jones e le parti di chitarra inventive di Hulse e l’elettronica pulsante spingono Bowness in territori che ha raramente esplorato dagli anni ’80.

In uscita il 26 giugno 2021, Enough può essere pre-ordinato tramite Burning Shed (doppio CD) e tramite Bandcamp in download e streaming.

Copertina album Plenty Enough
Artwork by Carl Glover

Plenty Enough Tracklist and Credits

Old

  1. Forest Almost Burning (Bearpark/Bowness/Hulse/Jones) (3.17)
  2. The Blessed Ones (Bowness/Jones) (3.24)
  3. The Walker (Bearpark/Bowness/Hulse) (4.18)
  4. Towards The Shore (Bowness/Hulse) (4.44)
  5. The Other Side (The Other Version) (Bowness/Hulse) (4.18)
  6. Bleed A Little More (Bowness/Hulse/Jones) (3.22)
  7. War Games By The Sea (Military Upgrade) (Bowness/Hulse) (3.12)

Borrowed

  1. New Brighton (Campbell/Whitehead) (5.44)
  2. Soap And Water (Vega) (2.49)
  3. Tiny Children (Cope) (3.46)
  4. Forgive Me (Coyne/Coyne) (3.37)
  5. I’m So Lonesome I Could Cry (Williams) (2.47)

Older

  1. The Other Side (1986) (Bearpark, Bowness, Hulse, Jones) (4.04)
  2. Forest Almost Burning (1987) (Bearpark/Bowness/Hulse/Jones) (3.04)
  3. Sacrifice (1987) (Bowness/Hulse) (4.46)
  4. Brave Dreams (1990) (Bearpark/Bowness/Hulse) (3.26)
  5. Broken Nights (1990) (Bowness/Hulse) (5.49)
  6. The Walker (1990) (Bearpark/Bowness/Hulse) (4.12)
  7. Towards The Shore (1990) (Bowness/Hulse) (3.46)

Produced by Plenty
Mixed and Mastered by Brian Hulse
Old and Borrowed recorded between Spring 2020 and Spring 2021
Older recorded between Summer 1986 and Summer 1990

Crediti
Tim Bowness: voce, cori, FX (su Old 5)
Brian Hulse: chitarre, pianoforti, synth, programmazione della batteria
David K Jones: basso, basso fretless, contrabbasso, pedali del basso
con
Tom Atherton: batteria (su Old 7)
Michael Bearpark: chitarre (su Old 4 e Older 2, 4, 5, 6, 7), basso fretless (su Older 7)
Peter Chilvers: pianoforte, sintetizzatori (su Old 4)
Charles Grimsdale: batteria (su Old 3)

“Durante i primi mesi del 2021, il trio Bowness/Hulse/Jones ha affrontato alcuni brani preferiti dei Plenty che abbiamo ritenuto ingiustamente omessi da It Could Be Home e ci siano anche addentrati nel mondo della registrazione di oscure – e non così oscure – cover. Oltre a utilizzare alcune parti esistenti che Tom Atherton, Charles Grimsdale, Michael Bearpark e Peter Chilvers avevano eseguito anni prima, questa è stata interamente una produzione interna e ha visto Brian assumere i ruoli di missaggio e mastering così come la generazione del letto sonoro. Da parte mia, ho suggerito le canzoni che avremmo dovuto massacrare e mi sono messo a ri-registrare e riscrivere i miei pezzi. Oh, e a strutturare l’album, naturalmente.
Questa volta ci siamo avvicinati al materiale come siamo ora. Non c’è stato alcun tentativo di ricreare i paesaggi sonori degli anni ’80 delle registrazioni originali o di scimmiottare direttamente lo spirito delle canzoni. Questa era musica del lontano passato trattata in modo contemporaneo. Le cover inaspettate, in tutti i casi tranne uno, si discostavano massicciamente dal materiale originale e senza dubbio portavano il marchio di Plenty. Era bello essere tornati.
Senza nulla da dimostrare, dopo It Could Be Home c’era più di un senso di abbandono nelle sessioni di Plenty. Country, Euro-Disco, Rock per l’amor di Dio! ICBH era l’album che abbiamo sempre voluto fare, realizzato nel modo in cui sentivamo che doveva essere. Era il nostro debutto immaginario del 1988 consegnato con più sicurezza di quanto sarebbe stato al tempo in cui eravamo una band attiva. In confronto, nel bene e nel male, la musica dell’inaspettato secondo album Enough di Plenty conteneva istantanee di dove eravamo sonicamente ed emotivamente nella primavera del 2021″.
Tim Bowness, aprile 2021

Tim Bowness ai tempi dei Plenty

Tim Bowness è principalmente conosciuto come vocalist/co-writer con la band no-man, una lunga collaborazione con Steven Wilson (Porcupine Tree ecc.). Oltre a pubblicare sette album in studio e un DVD documentario con i no-man, Tim ha lavorato, tra i tanti artisti, con la popolare artista italiana Alice, con i Banco De Gaia, nominato al Mercury Prize, Peter Hammill, Richard Barbieri (Japan), Judy Dyble (Fairport Convention) e Phil Manzanera (Roxy Music). Dal 2014, il suo lavoro da solista è pubblicato su InsideOutMusic/Sony. Tim co-conduce il podcast The Album Years con Steven Wilson e gestisce Burning Shed.

Il bassista David K Jones ha iniziato la sua carriera musicale negli A Better Mousetrap di Liverpool, che facevano parte della leggendaria scena Post-Punk di Liverpool cpn artisti del calibro di Teardrop Explodes, OMD e Echo & The Bunnymen. Nella sua tarda adolescenza, David aveva suonato nella band Taurus con Budgie (di Siouxie And The
Banshees e Creatures) e il primo demo del gruppo fu prodotto da un membro di Mersey Beat Gods Freddie And The Dreamers. Una vera storia nascosta! Attualmente suona con Moonshot e Mama.

Il chitarrista e tastierista Brian Hulse ha pubblicato numerosi album da solista dal suo originale periodo con i Plenty. Hulse era anche un membro degli A Better Mousetrap insieme a David K Jones ed è apparso sui due più recenti album di Tim Bowness e li ha co-prodotti.

Plenty, 1988 – Photo by Robert Whitrow

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