PAOLA TAGLIAFERRO – “Paola Tagliaferro sings Greg Lake“

Dalla conoscenza dei coniugi Greg e Regina Lake alcuni anni fa scaturisce questo nuovo e appassionante lavoro pubblicato da Owl Records. Dopo la scomparsa del musicista inglese l’amicizia con la moglie si è rafforzata ed è stata proprio lei a suggerire all’artista di incidere un tributo al marito

Paola Tagliaferro inizia a cantare giovanissima ma dopo aver pubblicato due singoli, a cavallo tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, si ritira per dedicarsi alla danza ed alla pittura.

Dopo oltre 20 anni e la pubblicazione di due album di carattere pop si iscrive al Conservatorio di Vicenza dove studia canto classico indiano.

Nel 2009 pubblica “Chrysalis”, ben accolto da critica ed appassionati, che la vede collaborare con Max Marchini; assieme musicano la poesia ”Poem To a Blue Painting” di Pete Sinfield, autore per King Crimson ed ELP.

Qualche anno dopo, nel 2012, esce ”Milioni Di Lune” e nel 2015 collabora con Paul Roland nell’album ”White Zombie”; successivamente compare in altri album oltre a tradurre in italiano un testo per il gruppo finlandese Permanent Clear Light.

Nel 2013 ha fondato l’Accademia internazionale delle Arti “La compagnia dell’Es”, un’associazione culturale senza scopo di lucro, con cui organizza eventi culturali prestigiosi. Molti personaggi noti hanno preso parte agli spettacoli che l’associazione ha organizzato; in particolare Greg e Regina Lake, Gao Xingjian (Premio Nobel per la letteratura), Bernardo Lanzetti, Juri Camisasca e molti altri.

Lo stesso Lanzetti è stato ospite nell’album “Fabulae”, pubblicato nel 2018.

Proprio dalla conoscenza dei coniugi Lake alcuni anni fa scaturisce questo nuovo lavoro, “Paola Tagliaferro sings Greg Lake“, pubblicato Owl Records.

Dopo la scomparsa del musicista inglese l’amicizia con la vedova si è rafforzata ed è stata proprio lei a suggerire all’artista di incidere un tributo al marito. In questo viaggio intenso, come lo definisce la cantante presentando il disco, la guida di Regina Lake è stata fondamentale per interpretare al meglio il repertorio di Greg. La produzione artistica è di Paola Tagliaferro, affiancata da Regina Lake come co-produttrice. La cantante ha curato anche gli arrangiamenti in collaborazione con tutti i musicisti che hanno interpretato liberamente le parti a loro assegnate.

La band che accompagna Paola nell’album è composta da: Pier Gonella alla chitarra, Giulia Ermirio alla viola, Andrea Zanzottera al piano, Enten Hitti, Pierangelo Pandiscia e Gino Ape a liuto, campanelle, oboe e xilofono; U.T. Gandhi alle percussioni e Vincenzo Zitello all’arpa celtica

L’album è composto da dieci tracce ed inizia con un brano tra i più famosi del repertorio di ELP, “From the beginning” dall’album “Trilogy” del 1972; convincente l’arrangiamento con la chitarra che ricama sopra il tema mentre il piano si aggiunge nel finale per un bel solo.

“Still you turn me on” è un delicato quadretto acustico; breve e gradevole.

“Lucky man”, che non ha certo bisogno di presentazioni, è impreziosita da intrecci acustici e dall’oboe.

“C’est la vie” viene resa bene nel suo incedere drammatico grazie all’uso della viola.

“Promenade” e “The sage” provengono entrambe da “Pictures at an exhibition”; oboe ed arpa sostengono la prima nel suo breve volgere mentre l’altra è sostenuta solo dalla chitarra acustica.

“Take a pebble” si presta ad un arrangiamento più elaborato, anche per la maggiore durata; menzione particolare per piano e percussioni; sicuramente tra le tracce migliori.

“I believe in father Christmas”, con testo come altri brani della raccolta di Pete Sinfield ci introduce con la leggerezza alla parte finale del disco.

È infatti proprio negli ultimi due brani che si trovano per me le cose migliori.

Dapprima “Moonchild”, dal primo album dei King Crimson “In the Court of the Crimson King” ha un azzeccato arrangiamento che mette in risalto la voce della cantante mentre “Epitaph”, una tra migliori ballad mai scritte, dallo stesso album, è legata a “Battlefield”, da “Tarkus di ELP.

È il miglior modo di concludere questo lavoro appassionato, mescolando sapientemente i due brani; da sottolineare anche qui l’ottima prova vocale di Paola.

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