OHM GURU – “The end is the beginning”

Nel primo album della trilogia di Riccardo Rinaldi, in arte Ohm Guru, sonorità e generi differenti si intrecciano dando vita a un progetto musicale originale e dinamico

The end is the beginning- Copertina

È uscito The end is the beginning, il primo album della trilogia di Riccardo Rinaldi, in arte Ohm Guru.  È un album  in cui emergono le peculiarità e le qualità che l’artista ha acquisito nel corso della sua lunga carriera, durante la quale ha preferito dedicarsi a scrivere musica per altri artisti. Un album in cui sound e generi differenti si intrecciano dando vita a un disco originale e dinamico. Il jazz viene contaminato dal chillout, senza rinunciare a un tocco di modernità donato dall’elettronica. Questo mix di suoni, melodie, ritmi e parole rende il disco adatto a ogni fascia di pubblico.

Un progetto in cui hanno creduto anche i numerosi musicisti che hanno collaborato con Ohm Guru: Massimo Greco alla tromba e al sax Alessandro Meroli. Le voci sono quelle di Giorgia Faraone, Caterina Soldati, Nicoletta Appodia, DIsmal ed Elisa Molisso. Collaborazioni che indubbiamente conferiscono al disco la capacità di donare a ogni ascolto una sensazione diversa, la grande varietà di voci e sonorità permette che ogni brano stimoli una corda differente dell’interiorità.

Del titolo ci parla lo stesso Riccardo: vuol essere un’istantanea del suo stato d’animo, un grande musicista degli anni ’80 e ’90 che fatica a comprendere la musica attuale. D’altronde per Ohm Guru, la musica è l’unico mezzo che gli consentirà di lasciare una traccia in questo mondo effimero.

Le parole dell’autore
Ho impiegato tanto tempo, troppo tempo forse, per completare questo disco e i due dischi che lo seguiranno. Quando si lavora come produttore c’è sempre un altro disco da finire, un problema da risolvere, un gruppo da aiutare nel difficile percorso di diventare un prodotto adulto. Così il tempo passa e il tuo lavoro personale rimane nello scaffale: forse a prendere polvere, ma forse anche a maturare lentamente. Ed è così che, in un qualche momento e finalmente, lo ritrovi ed è una grande gioia rivivere ricordi e momenti perduti in qualche piega della vita.
Questo primo lavoro fa parte di una trilogia ed è un album di cover. Sono brani della mia memoria, brani che ho amato e anche odiato in alcuni casi. Alcune tracce sono state hit, altre  brani più oscuri o meno conosciuti. Vorrei che questo lavoro fosse un omaggio alla grande musica di sempre, a quello che ero ieri e a quello che sono oggi.
Un grande elogio  e un sentito ringraziamento va alle mie cantanti: Caterina “Agrado” Soldati, Giorgia Faraone, Elisa Molisso, Nicoletta Appodia che in questi anni hanno reso vivi i miei sogni e che hanno sopportato con pazienza le mie inquietudini. Grazie anche  tutti i meravigliosi artisti e musicisti che hanno suonato e lavorato con amore a questa trilogia. In particolare vorrei citare in primis Alessandro “Maestro” Garofalo, un grande musicista e arrangiatore senza il quale questo progetto non sarebbe stato possibile. Poi in ordine sparso i musicisti che ascolterete in questo lavoro: Filippo Mignatti (drums), Alessandro Altarocca (pianoforte e contrabbasso), Christian Lisi “Peppone” (basso elettrico), Cesare Cera (percussioni e altro), Marco Rollo (tastiere e pianoforti), Ninfa Dora (cori e supporto psicologico), Antonino “Woody” Stella  (chitarre elettriche), Brad Myrick (chitarre acustiche), Roberto “Red” Rossi (percussioni), Gianluca Zanca (tromba), Massimo Greco (tromba), Alessandro “Merolz” Meroli (sax baritono e tenore, flauti), Ivan Maffesoni (chitarre acustiche), Marco Prati (chitarre acustiche), Roberto Bartoli (double bass), Flavio Piscopo (Percussioni), Andrea Aiazzi (songwriting), Matteo Di Biase (Chitarre).
Questo album si intitola The End is the Beginning, forse perché è come mi sento oggi: sopravvissuto agli anni ’80 e ’90 con grande difficoltà a comprendere la musica attuale. E mi viene da pensare che per motivi sia anagrafici che artistici potrei davvero essere una specie in via di estinzione. Facendo un po’ di auto psicanalisi spicciola credo che faccio musica da sempre perché vorrei lasciare un segno del mio passaggio su questo pianeta blu, come un piccolo animaletto intrappolato in una bolla di giada o un fossile dentro una montagna.

Track list e musicisti

  1. This is the song (Punch Brothers),Giorgia Faraone, Massimo Greco, Marco Rollo, Roberto Bartoli, Flavio Pisicopo e Giulio Cantore
  2. I’m not alone (Olive), Giorgia Faraone, Alessandro Garofalo, Roberto Bartoli, Filippo Mignatti
  3. Lady Jane (Rolling Stone), Caterina Soldati, Filippo Mignatti, Flavio Piscopo, Alessandro Garofalo
  4. Love my way (Psychedelic furs), DIsmal ,Alessandro Garofalo, Roberto Bartoli, Filippo Mignatti, Flavio Piscopo
  5. Rocket man (Elton John), Caterina Soldati, Alessandro Altarocca, Filippo Mignatti
  6. Round Midnite (Telonious Monk), Nico, Alessandro Garofalo
  7. Save a prayer (Duran Duran), Caterina Soldati, Alessandro Garofalo
  8. Wild Word (Cat Stevens), Giorgia Faraone, Alessandro Garofalo, Roberto Bartoli, Filippo Mingatti 
  9. Please Please Please (The Smiths), Elise, Alessandro Garofalo, Filippo Mignatti
  10. I Just Call To Say I Love You  (Stevie Wonder), Alessandro Garofalo
  11. Green Sky (original), Giorgia Faraone, Andrea Aiazzi, Nino Stella
  12. Juggernaut (original), Giorgia Faraone, Andrea Aiazzi, Nino Stella
  13. One Day (Asaf Avidan)
Riccardo Rinaldi, in arte Ohm Guru

Riccardo Rinaldi inizia a interessarsi al mondo musicale sul finire degli anni ’70, con la nascita del movimento New wave. Negli anni 80 irrompe sulla scena musicale di Bologna collaborando con numerose band e artisti in qualità di musicista e produttore. Crea il suo pseudonimo negli anni ’90 e come Ohm Guru produce dischi omonimi e collabora con artisti quali: Neffa, Sud Sound System, Colle Der Fomento, Bossa Nostra, Gazzarra, Pasta Boys, Dj Rodriguez e diventa collaboratore della IRMA records. Con il gruppo di cui è membro, Aeroplanitaliani, insieme ad Alessio Bertallot e Roberto Vernetti, partecipa anche a un Festival di Sanremo dove vince un premio della critica con la canzone Zitti, Zitti. Questo brano, remixato da Luca “LTJ” Trevisi, diventa un classico dell’Acid Jazz grazie a Gilles Peterson che lo elegge come uno dei suoi brani prediletti del momento. Molti dei suoi brani diventano classici del mondo elettronico/downtempo come Moon Beat (LTJ-Xperience), Montedivenere (Ohm Guru) e Ocean Beach (Black Mighty Orchestra). Nel 2002 fonda la sua compagnia dal nome One Eyed Fish che si occupa di produzioni, publishing, mastering e management. L’etichetta, affiliata alla IRMA records, ha pubblicato il suo terzo album intitolato Cinema.

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