LIBRI – “Disturbo della pubblica quiete”, il primo romanzo di Luca Bizzarri

Una black comedy politicamente scorretta, cinica ma anche commuovente.  Disturbo della pubblica quiete, il primo romanzo di Luca Bizzarri, appena pubblicato da Mondadori é vivace e sopra le righe come l’autore, comico, attore e conduttore televisivo. Racconta una storia che Bizzarri aveva in testa da tempo. Porta per mano il lettore in una città di mare, sembra proprio che si tratti di Genova, dove interagiscono due poliziotti e un senegalese.

Tutto inizia in una sera come tante, con l’ispettore Marco Pieve e l’agente Enrico Rossetti che ricevono una richiesta di intervento: un immigrato urla e sta prendendo a calci una porta in un quartiere malfamato, disturbando, appunto, la pubblica quiete. Arrivati sul posto, i poliziotti conoscono Mamadou, un migrante senegalese che vuole a tutti i costi essere portato in carcere, pur non avendo commesso alcun reato.

Una vera rogna, per cui occorre trovare una soluzione al più presto. Da qui parte una serie di tentativi per cercare di svoltare la serata a fine turno e tornare a casa in santa pace. Il migrante, “sembrava fosse alto più di due metri”, “centoventi chili di muscoli anche abbastanza incazzati”,  è davvero irremovibile e tutto si avvia verso un finale tragico e inaspettato.

La parte più bella del romanzo é quella in cui viene approfondita la psicologia di alcuni personaggi, Tra tutti, Mamadou che racconta la sua storia di immigrato: le estati passate a vendere occhiali da sole sulla spiaggia fino al salto di qualità e il lavoro come gorilla per Zbir. Un altro incarico, al limite dell’assurdo, lo porta a conoscere Atika-Lucia, una prostituta che lavora per il suo capo, ma il suo cuore batte per Carla, che lavora in una libreria.

Bizzarri ci racconta personaggi a cui ci si affeziona, come il barista amico degli avventori, la ragazza punkabbestia, il poliziotto deluso. E’ la storia di un’ umanità dolente e disincantata, non più divisa per classe sociale, razza o professione: tutti vivono una vita condizionata da scelte più o meno giuste, e portata avanti con una buona dose di infelicità. Non ci sono buoni e cattivi e ognuno segue le sue emozioni e i suoi sogni con un ritmo incalzante, come Zbir, che é convinto che sia l’invidia a muovere il mondo e cita persino De André.

In fondo, ogni personaggio della storia ha una sua vita da raccontare, come i due poliziotti, l’ispettore Pieve e l’agente Rossetti, che, partiti da una totale indifferenza per Mamadou e la sua richiesta, ostinata, di andare in carcere, arriveranno a mettersi in gioco fino a un epilogo spiazzante e imprevedibile, che cambierà per sempre le loro vite.

Disturbo della pubblica quiete é un racconto di solitudini metropolitane, di incontri impossibili ma anche di momenti di grande solidarietà ed amicizia, nel regno degli ultimi. Sarebbe andato tutto differentemente se si fosse ascoltata una richiesta di attenzione, se si fosse cercato di capire il messaggio di un uomo disperato, sballottato tra la volante, il pronto soccorso e le strade di campagna, senza nessuno che voglia farsi carico della sua disperazione.

Tutto scorre in un mondo in cui i dispiaceri si annegano nell’alcol e sembra che ci si possa solo sfiorare, senza poter mettere radici, costruire qualcosa. Ma anche quando tutto sembra perso, restano quegli indimenticabili momenti in cui non si é stati da soli.

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