LIBRI – “Dieci splendidi oggetti morti”, la recensione

Gli oggetti costruiscono legami profondi con il nostro passato, il nostro presente e anche con il nostro futuro. Ci dicono chi eravamo e chi siamo diventati. Non scompaiono mai completamente ma restano “nel fondo di un cassetto o nell’angolo più buio di una cantina. Da lì, silenziosamente, raccontano il mondo”.  

Lo scrive Massimo Mantellini, primo blogger italiano ed esperto di cultura digitale, in Dieci splendidi oggetti morti , pubblicato da Giulio Einaudi Editore. E’ un saggio curioso, divertente, che ci fa riflettere su quella “rete sentimentale” che ci lega alle cose della nostra vita quotidiana. Un’occasione per fermarci a pensare e riflettere sul mondo che cambia.

Si parte dalle carte stradali Michelin, compagne fedeli dei nostri viaggi, complicate da aprire ma soprattutto da ripiegare. Se potessero parlare, ci racconterebbero dell nostre incertezze ma anche della felicità di essere giunti a destinazione. E invece sono sparite dalle nostre auto, sostituite dal navigatore GPS che dialoga con i nostri cellulari e ci dice, minuto per minuto dove siamo. A volte, ostinatamente, sbaglia e ci porta fuori strada. Ma con le carte era tutta un’altra avventura. L’Autore ci fa riflettere sul fatto che, non lo sappiamo, ma carte stradali e navigatore si ispirano alla geografia di Tolomeo.

Tutto il saggio non si muove in una ostinata difesa del passato, ma anzi cerca di tessere un continuum tra ieri e oggi, con un occhio alla nuova tecnologia che vuole semplificarci la vita. Tutto bene, basta che non diventi “dirompente”: “la tecnologia brutalizza gli oggetti morti, li sostituisce senza ripensamenti, scioglie ogni poesia che li avvolge”… “E in questo processo di rapida sostituzione anche una parte della nostra umanità rischia di essere cancellata”.

Dieci splendidi oggetti morti é un invito a tessere una tela di emozioni con gli oggetti che vivono con noi e ci raccontano. Ed ecco il telefono, un oggetto per amanti del modernariato, scomparso o quasi dalle nostre case. Racconta di telefonate furtive o di quando si restava in casa ad aspettare una chiamata importante. C’è anche quellaimmortalata dal film Lo Scopone scientifico, in cui, da un bar, si raccontava come stavaandando la partita a carte tra Bette Davis e Albero Sordi. Ora il cellulare non è più solo un oggetto per fare chiamate ma una vera e propria banca dati dei nostri spostamenti, delle cose che scriviamo, dei nostri movimenti bancari, della rubrica dei nostri contatti.

Mantellini ci racconta il fascino segreto dei libri, che non sono stati completamente sostituiti dagli e-book e dei quotidiani che hanno perso il 50 % dei lettori, sostituiti dai social network più che dai giornali on line. Inaspettato il ritorno al vinile, per una generazione che non ha vissuto il fascino dei dischi, quegli LP ingombranti da sentire a casa tra le proteste dei genitori.

Quasi scomparsi dalle nostre vite la penna, la lettera, la macchina fotografica, a causa di una comunicazione in tempo reale, una vera ossessione per la velocità che cancella l’attesa e la riflessione. 

I capitoli più curiosi del libro riguardano “oggetti” come il cielo e quella luce delle stelle che non osserviamo più “a capo chino sullo schermo mentre il resto intorno accade” e il silenzio, sostituito dal “silenzio rumoroso” delle continue notifiche del nostro cellulare.

Dieci splendidi oggetti morti è un invito a scoprire e valorizzare il rapporto tra noi e le cose, un legame che ci faccia accogliere nuovi compagni di viaggio senza dimenticare chi siamo.

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