RUBRICA – Pillole d’arte #12

Immagine simbolo di oggi: “Il camper”, Léger, 1954.

Pittore “tubista” (come veniva apostrofato bonariamente dai suoi contemporanei per la sua ossessione cilindrocentrica nella scomposizione cubista della realtà) l’artista francese è noto per il suo amore per le rappresentazioni “moderniste” di scampagnate, vacanze al mare o fine settimana della gente comune: nuclei familiari che partono dalla città per incontrarsi con gli amici e godere  di un tempo libero dopo lavoro, nel vano tentativo di cambiare mentalità e comportamenti. L’opera di oggi è un perfetto emblema del suo stile. Il fondale è un groviglio di travi, corde, scale, un “ingombro industriale”, che comprime il paesaggio vacanziero, lo invade, lo rende inospitale. Anche l’albero sulla destra perde la sua connotazione naturale e ricorda più verosimilmente una gru in un cantiere. Limitati a ridosso della riva del mare, la famigliola in gita viene  rappresentata anch’essa con un aspetto mutante, meccanizzato, nella strutturazione cilindrica delle figure. Anche i colori sono innaturali, quasi opprimenti. Più che una gita al mare sembra la visione di una serie di manichini in una vetrina di un negozio dove forse si specchia il cantiere di fronte. Questo senso di “inscatolamento” (“boxing”) innaturale non fa che rendere sempre meno evanescente lo spettro claustrofobico che ci si prospetta per le nostre vacanze “ in sicurezza”…L’eroismo della vita moderna è proprio il caso di invocare!

Esistono vacanze più profonde che il prendere congedo dal proprio sé?” Amélie Nothomb #stopcovid19⛔️😷✋

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