LIBRI – “Come un respiro”. La recensione del nuovo libro di Ferzan Ozpetek

Dal 12 maggio è in uscita il terzo romanzo, edito da Mondadori, del regista-scrittore turco

Una scrittura fluida, intensa, ricca di emozioni. Come un respiro, il nuovo romanzo di Ferzan Ozpetek é da leggere tutto d’un fiato come un thriller, per scoprire tutte le sfumature dell’Amore, che a volte diventa impossibile e sconvolge le nostre vite. 

La storia si svolge tra Roma e Istanbul, tra gli Anni Sessanta e un presente in cui la vita é incerta e piena di colpi di scena. Fervono i preparativi per una cena tra due coppie di amici, nel quartiere di Testaccio, a Roma. Arriva all’improvviso una signora che molti anni prima ha abitato in quella casa e desidera rivederla.

Tutto prende una piega diversa quando Elsa Corti, la sconosciuta, inizia a raccontare la sua storia, sospesa tra lettere che conserva e che non ha mai letto e una vita piena di segreti, avventure, fughe e amori, tanti amori. Il più travagliato è quello per sua sorella Adele, che voleva rivedere in quella casa, dopo cinquanta anni.

Il libro parte proprio da una delle tante lettere che Adele ha scritto alla sorella, per ritrovare il loro rapporto esclusivo, raccontare segreti, parole non dette ma scritte con passione. Ed é proprio con quelle lettere che Elsa Corti si presenta nella sua vecchia casa, coinvolgendo le persone che la abitano e rievocando i traumi e le passioni che l’hanno portata ad andare in Turchia, sfuggendo a un segreto inconfessabile. Racconta la sua vita ad Istanbul, città sensuale, avvolgente, imprevedibile, dove ha iniziato a rinascere.

La storia si dipana tra incontri, speranze, nostalgie e delusioni, e poi quel passaggio così contrastato che porta un rapporto simbiotico a una distanza abissale, a un silenzio incolmabile. Un groviglio di sentimenti in cui ogni personaggio del romanzo sembra in cerca d’autore, seguendo i movimenti imprevedibili di un amore impossibile, condiviso dalle due sorelle.

Come direbbe Sigmund Freud “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, condannando Elsa e Adele a vivere il passato come un presente che incombe e riapre domande e ferite. Ozpetek da un ritmo incalzante alla narrazione, lasciandoci però sempre sospesi, in attesa di qualcosa che sta per accadere o essere rivelato. 

Amore e odio non sono mai stati così vicini: “Il rancore é solo una diversa forma di amore” anche nel rapporto tra due sorelle che, dopo una lunga separazione, sono destinate a non rincontrarsi, “unite nell’amore, nel peccato, nel castigo”.

Bruciate dalla stessa passione – scrive  ancora Adele – ci siamo lasciate come due amanti”, ribadendo con forza che tutte le forme di amore ci sconvolgono la vita, in cambio di momenti e attimi indimenticabili.

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