L’INTERVISTA – Valentina Lodovini: “La commedia più bella è quella più crudele”

L'incontro con l'attrice toscana ha rappresentato anche l'occasione per tracciare un interessante parallelo tra la commedia italiana storica e quella più recente.

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Non capita certo tutti i giorni di poter incontrare un’attrice della bellezza e del fascino di Valentina Lodovini. Ma limitarsi alle solite domande di rito sull’ultimo film CAMBIO TUTTO o sul gossip più scontato sarebbe un torto imperdonabile.

L’attrice toscana è, prima di tutto, una “mente pensante” di rara vivacità e un’attrice di comprovato talento, come ha dimostrato anche la partecipazione allo spettacolo “È Stato la Mafia” che Marco Travaglio ha portato in giro qualche anno fa, non solo in tanti teatri italiani ma anche all’estero.

Zanier e Lodovini durante l'intervista

“In quello spettacolo sono portavoce delle parole di personaggi, artisti e politici come Pasolini, Pertini, Calamandrei, Borsellino e Gaber. Personalità di un’attualità disarmante: credo che sia importante conoscere il passato per comprendere il presente. Li interpreto tutti e sono realmente emozionata”.

L’incontro con l’attrice toscana ha rappresentato anche l’occasione per tracciare un interessante parallelo tra la commedia italiana storica e quella più recente. Per questo motivo, il punto di partenza non poteva non essere il commento a un appello inequivocabile, lanciato recentemente dalla stessa Valentina.

“Cloniamo Scarpelli! Sono cresciuta a pane e cinema, sono legata a questa idea di cinema e quindi, per certi versi, ho difficoltà ad adeguarmi a quello moderno. Persone come Age & Scarpelli, Zavattini, Suso Cecchi D’Amico hanno saputo fotografare il nostro paese, la realtà storica, la realtà umana, i nostri vizi, le nostre virtù: i loro dialoghi erano straordinari! Per cui, a me mancano da strozzare, come se fossero dei miei familiari, dei miei zii. Tra l’altro, tempo fa hanno trasmesso in TV una serie di film diretti da Pietro Germi. È il mio regista preferito! In particolare, amo molto Un maledetto imbroglio, è un film che mi emoziona sempre ogni volta che lo rivedo”.

C’è chi dice che la nuova commedia italiana rispecchi la situazione attuale del paese e quindi non potrebbe che essere altrimenti: tu cosa ne pensi?

Un altro momento dell'intervista tra Zanier e Lodovini

“Beh, ci sarebbe tanto da dire… Però credo sia vero. In realtà ce l’hanno insegnato proprio le persone che abbiamo citato poco fa: la commedia più bella è quella più crudele. Le commedie alla Risi, Monicelli, Scola, Comencini. Per cui, in realtà, anche la commedia attuale, se la vedi da un altro punto di vista, è molto crudele e molto amara. Si tratta sempre di commedia, ma è anche uno spaccato della società, un po’ degradante, se vogliamo. Negli ultimi 30 anni, pochi film sono stati così emozionanti, suscitando sensazioni diverse e in un certo senso in contrasto tra loro, come La giusta distanza di Carlo Mazzacurati.

Qual è il tuo ricordo del regista veneto, scomparso prematuramente proprio un anno fa?
Mentre formulo la domanda e nomino Mazzacurati, Valentina Lodovini abbassa gli occhi con discrezione, per la prima volta da quando è iniziata l’intervista: finora il suo sguardo espressivo aveva reso anche un camerino anonimo di un teatro di provincia più luminoso di una giornata soleggiata di inizio estate. L’attrice inizia a rispondere, dopo un sorriso e un breve respiro, come a voler scegliere la parole più adatte per descrivere un determinato stato d’animo.

La giusta distanza è stato il mio terzo film e gli devo molto, come del resto vale per i due precedenti: sono stata molto fortunata. Amando il cinema, conoscevo Carlo Mazzacurati da spettatrice: c’era una grande stima e quasi mi sentivo in debito con lui. Quindi, ora non so bene cosa dire se non che il vuoto che ha lasciato è abbastanza incolmabile. Per carità, ci sono tanti registi preziosi tra i giovani: però, la poetica di Mazzacurati, la mancanza di ipocrisia di Mazzacurati, l’anima di Mazzacurati… tutte queste cose non si possono riempire.

Mi vengono in mente tanti episodi di quel bellissimo film: le email che la protagonista da te interpretata si scambiava con la sua amica non sapendo di essere letta anche da altre persone, le tue passeggiate negli spazi sterminati della campagna veneta…

(Sorride ancora ndr) “Si, il set era a Taglio di Po, in provincia di Rovigo (Mazzacurati infatti era Veneto, originario di Padova): di lui ci mancheranno anche il lavoro sulle piccole emozioni e sulla poesia del quotidiano”.

In definitiva, “La giusta distanza” è il film a cui sei più affezionata?

Sicuramente è perlomeno da podio, per ciò che riguarda i miei ricordi più emozionanti e coinvolgenti. Un’esperienza indimenticabile!.

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