LIBRI – “Ricordi in controluce” di Rita Proto

Ricordi in controluce è l’ultima raccolta poetica pubblicata da Rita Proto, scrittrice e giornalista romana. Ho lavorato con lei sulle sue poesie in qualità di editor e ho avuto la possibilità di entrare dentro il suo meraviglioso mondo evocativo, composto da diapositive di vividi ricordi, scene variopinte, ritratti di donne sognatrici e ribelli che cantano musiche rock. Insieme all’autrice mi sono inoltrata nei sentieri delle sue poesie, abbiamo coltivato i versi migliori, potando quelli non necessari, per creare l’armonia di questo giardino poetico, ricco di essenze e colori. Un viaggio davvero affascinante che mi ha permesso di inebriarmi completamente di suggestioni, immagini, odori e ritmi, che ora sono offerti a tutti coloro che amano una poesia in grado di dipingere emozioni, con un linguaggio sincero e ricco di rimandi.

La raccolta, disponibile su Amazon, è divisa in due parti che si richiamano continuamente attraverso echi poetici che risuonano nel lettore. Nella prima parte, che dà il nome al libro, Rita Proto tratteggia con parole a volte delicate, trasognate, a tratti ironiche e pungenti, altre volte ruvide e aspre, ricordi e suggestioni di un’esistenza in cui possiamo rileggerci. Ecco che prendono vita i dolci sapori dell’infanzia, gli amanti mai dimenticati, i rimorsi di un’occasione persa, i risentimenti acuiti dal tempo, gli amori difficili di oggi, gli affetti contrastanti, le ferite del corpo divenute forze dell’anima. Le parole si snodano come un flusso musicale mai piatto, ma ricco di modulazioni e timbri armoniosi.

Nella seconda parte, “Resti diurni”, (termine freudiano che fa riferimento ai residui dell’attività di veglia rielaborati dal lavoro onirico), lo sguardo si fa più ampio e abbraccia temi sociali e politici: la militanza femminista, le malattie mentali, il vissuto difficile della migrazione e tante figure di donne, moderne eroine che, sulla scia dei miti classici, cercano di riscrivere una propria storia al di fuori degli schemi già tracciati, con creatività, un po’ di rabbia, un po’ di disillusione, ma tanta passione e speranza. A dirigere questo caleidoscopio di storie, la figura metanarrativa della Regista che, con curiose note di regia, dal tocco ora lirico, ora beffardo, indirizza gli attori del sogno e allestisce le scenografie, facendo riflettere i lettori sul labile confine tra “dentro” e “fuori”.

Le immagini sbocciano con colori e profumi inaspettati dalle pagine, grazie anche alle numerose suggestioni pittoriche, musicali e floreali che compongono un invito a emozionarsi, riflettere, ricercare e perdersi, senza fretta di ritrovare la strada.

Ricordi in controluce è una lettura intima, ma collettiva; colta, ma diretta; multiforme, ma con uno stile riconoscibile; onirica, ma ben radicata in un corpo di donna, che offre la voce a tante donne desiderose di narrare la loro storia, tessendo i fili della tela del tempo.

Ho rivolto qualche domanda all’autrice per esplorare alcuni dei tanti temi che attraversano, come intimi sussurri, la raccolta.

La tua raccolta di poesie ha un titolo molto evocativo, “Ricordi in controluce”. Come ti è venuto in mente e che significato ha per te?

Quando la Raccolta ha iniziato a prendere corpo, ho cercato un fil rouge, qualcosa che ne esprimesse l’Anima. Ho pensato al fatto che i ricordi non sono altro che immagini elaborate e filtrate dai nostri vissuti e dai nostri desideri. Basta tornare dopo molti anni nei luoghi della nostra infanzia o del nostro passato: restiamo sempre sorpresi dal fatto che ci sembrino  profondamente diversi da come ce li eravamo immaginati. Ricordi in controluce è un invito a lasciare da parte la razionalità, avvicinandoci a quello che siamo veramente.

All’interno del libro c’è una parte dedicata alle poesie più oniriche, “Resti diurni”. Da dove nasce il tuo interesse per i sogni e come li rielabori nelle tue poesie?

Mentre stavo scrivendo la raccolta, avevo voglia di far prendere vita a sogni notturni e diurni, che raccontassero una realtà altra, quella in cui siamo sempre personaggi in cerca d’autore. Mi sono trovata così a partire da un’immagine e a farla scorrere liberamente fino ad arrivare a una storia. In Resti diurni ci sono parti di sogni ma anche immagini che provengono dall’inconscio, che diventano versi e raccontano chi siamo e dove stiamo andando, tra odio e amore, rabbie e incontri che ci cambiano la vita.

Come credi che dialoghino tra loro le due parti della raccolta?

I ricordi sono in qualche modo, per vie segrete, legati ai sogni. In ognuno di noi c’è un visionario che cerca di immaginare una realtà diversa, in cui sconfiggere il Male e ritrovare uno stile di vita più umano, meno legato ad abitudini e comportamenti stereotipati. I ricordi prendono il volo quando incontrano i sogni, come la donna che sale in mongolfiera e trova una visuale completamente diversa della vita delle persone, “mentre respira l’infinito”.

Nel libro ci sono molte figure di donne. In quali ti identifichi di più? Quali sono le figure femminili, reali o immaginarie, che ti ispirano nella vita di tutti i giorni?

C’è un po’ di me nelle donne che sono entrate nella mia Raccolta. Mi sento Penelope che può esplorare e vivere una realtà diversa, anche ripercorrendo le avventure del viaggio di Ulisse. Ma sono anche Demetra che cerca Kore, la donna che scopre le sue ali e quella che dimentica la sua parte a teatro. Penso spesso ad Alda Merini e ai suoi versi, alle poetesse russe del Novecento, alla musica ribelle di Patti Smith e al mondo poetico di Emily Dickinson. Mi piace scoprire pittrici dimenticate dalla storia dell’arte e incontrare o seguire giornaliste coraggiose, che sanno fare domande scomode, senza veline e ossequio ai politici al potere.

Cos’è per te il femminismo oggi? In cosa si differenzia rispetto al femminismo militante degli anni ’70?

Il femminismo per me, ora, è una grande rivoluzione gentile. La voglia di ritrovare una sorellanza sempre più importante per cambiare le regole, nel rispetto delle differenze ma anche per far valere le proporzioni: siamo più della metà, ma lunga è la strada per disegnare una Società diversa. Negli anni ’70 era una passione vissuta giorno per giorno, con un personale che era sempre politico e tanta voglia di scendere in piazza, per cambiare tutto e subito. Ma né ieri né oggi ho pensato agli uomini come nemici: se allora avevamo bisogno del separatismo per ritrovare la nostra identità, ora abbiamo bisogno di compagni di viaggio, per costruire nuove relazioni nel lavoro, nella politica, nella vita di tutti i giorni.

Le poesie della raccolta attraversano diverse epoche della tua vita: come pensi che sia cambiata la tua figura di donna negli anni, anche in relazione ai differenti ruoli che hai ricoperto e ricopri ?

Da figlia avevo tante cose da ritrovare e rielaborare nella mia storia familiare. Ho cercato una vita affettiva più vicina ai miei desideri e mi sono confrontata con separazioni ma anche con incontri importanti. Mi ha aiutato molto l’Amicizia che per me resta uno dei valori più significativi. Sono la madre di una figlia bella e molto determinata, con cui sto cercando una nuova modalità di comunicazione, che rispetti le nostre differenze e i nostri desideri.

Da dove nasce la tua passione per i fiori, presenti in tutta la raccolta, e che significato hanno per te?

I fiori, assieme alle piante, hanno accompagnato la mia vita. Dalla Bellavedova, un fiore elegante e inquietante, alla timida e dolce Pratolina, fino alle Dalie, all’Iris e alla coloratissima Escolzia. I fiori sono legati alle mie passeggiate in campagna e in montagna e spesso mi rimandano a un ricordo, a un’emozione. Sono amici di cui ho bisogno di conoscere il nome ma anche qualche leggenda o caratteristica particolare che li riguarda.

Quali emozioni vorresti comunicare con le tue poesie? A chi ti rivolgi?

Le mie poesie raccontano molte emozioni: la rabbia, l’amore ma anche la voglia di sognare. La mia è una scrittura al femminile, ha voce e corpo di donna, ma vorrei che raccontasse anche agli uomini le passioni della nostra vita quotidiana.  Mi piacerebbe che Ricordi in controluce venisse letta dalle adolescenti, spesso pronte a cogliere un pensiero visionario che trascende il presente.

Stai continuando a scrivere? Hai nuovi progetti di scrittura?

Si, scrivo poesie, spesso nel Parco, che, con i suoi alberi e i suoi gatti, è una grande fonte di ispirazione. Scrivo anche durante un’attesa, per dare forma a pensieri e domande. Recensisco film e mostre d’arte. Scrivere è la passione della mia vita.

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