CALCIO – Lazio-Inter 1-3. Commento e pagelle biancocelesti

Disastro biancoceleste nell'ultima gara in casa: Keita porta in vantaggio la Lazio al 18', Andreolli pareggia al 32', Hoedt porta in vantaggio i nerazzurri con un autogol al 38'. Eder porta a tre i gol dell'Inter al 74'. Espulsi Keita e Lulic

Vargic 6: esordiente assoluto dopo mesi di studio con Grigioni, il preparatore dei portieri, nei primi minuti si esibisce in un paio di uscite di tutto rispetto. Incolpevole sui tre gol subiti, lasciato solo da una difesa stasera completamente fuori registro.

Wallace 5: svagato e impreciso, partecipa al disastro del reparto difensivo di questa gara.

de Vrij 6: non sembra al massimo della condizione e, pur attento in svariati frangenti, è con la testa altrove in occasione dell’inserimento da dietro di Andreolli in occasione del pareggio interista. Al 59′ viene rilevato da Basta 5: partecipa al disastro difensivo biancoceleste del secondo tempo.

Hoedt 4,5: gara da incubo: sfortunato in occasione dell’autogol, quando intercetta il cross basso di Candreva e lo spedisce nella propria rete, spiazzando Vargic. Al 46′ rimedia un giallo per fallo su Eder.

Felipe Anderson 6: al 17′ se ne va in scioltezza a Murillo che è costretto a stenderlo per fermarlo. Rigore, che battuto magistralmente da Keita, porta la Lazio sull’1-0. Nei primi 25 minuti è l’incubo dell’intera difesa interista. Molto efficace anche nei ripiegamenti difensivi. Poi si spegne anche lui. Al 79′ lascia il campo a Crecco s.v.

Milinkovic 5: oggi completamente enucleato dal cuore del gioco. Poche azioni e nulla di veramente interessante.

Biglia 6: prestazione di grande impegno in ogni fase di gioco e con l’autorevolezza di chi indossa la fascia da capitano si fa sentire spesso da Di Bello che oggi ne combina di tutti i colori e lascia i biancocelesti in nove. Bella la percussione in area al 50′, stoppata da Andreolli.

Luis Alberto 5,5: parte titolare dal primo minuto e con interessanti incursioni a suon di dribbling in area avversaria. Al 23′ è autore di un ripiegamento difensivo di grande impegno, quando rincorre fianco a fianco Candreva ripartito in contropiede in solitaria. Poi cala insieme a tutta la squadra anche se non smette mai di provarci. Al 67′ lascia il campo a Lombardi s.v. cerca di salvare in scivolata sul tiro di Perisic, ma la sua respinta è corta, arriva Eder e la mette dentro. Ammonito all’80’.

Lulic 5: grande corsa e impegno come sempre, un po’ impreciso come sempre. Tra il 71′ e il 78′ rimedia due gialli e viene espulso.

Immobile 6: partecipa a tutte le azioni offensive, scambia posizione con Keita, si destreggia come può e al 57′ colpisce la traversa con una poderosa bordata di destro.

Keita 6,5: al 5′ c’è un rigore su di lui, ma Di Bello non lo concede. Si muove decisamente da punta centrale, ma svaria sul fronte d’attacco scambiando posizione con Immobile. Al 18′ batte lui il rigore procurato da Anderson e supera Handanovic con un tiro potente. Al 61′ commette l’ingenuità di scagliare un pallone su Candreva (si scusa subito dopo) e prende il primo giallo. Al 66′ cade in area di rigore, Di Bello decide per la simulazione, gli rifila il secondo giallo e quindi il rosso. In realtà era rigore netto, Di Bello prende una cantonata.

Simone Inzaghi 5: dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia c’è da pensare a concludere il campionato al quarto posto, anche se la qualificazione all’Europa League è ormai blindata. Simone concede un’occasione al trentenne Vargic, acquisto misterioso, che da secondo portiere – viste le scarse capacità tecniche – è passato a fare il terzo, scavalcato dal giovane e promettente Strakosha, che verrà confermato titolare anche nel prossimo campionato. La Lazio conduce la gara e al 18′ passa in vantaggio grazie al rigore procurato da Anderson e battuto da Keita. Poi la Lazio stacca la spina e subisce in soli sei minuti, dal 32′ al 38′ la rimonta dell’Inter: prima Andreolli che, non marcato a dovere, beffa tutta la difesa laziale con un veloce inserimento e un colpo di testa letale su cui Vargic non può nulla; poi l’autorete di Hoedt, sfortunato. Nella ripresa la Lazio continua a soffrire la incursioni nerazzurre e rischia di andare sotto almeno in tre occasioni. Al 57′ la Lazio reagisce e prende una clamorosa traversa con Immobile. Ma dopo un’ora succede di tutto: al 66′ viene espulso Keita per doppia ammonizione e al 78′ stessa sorte subisce Lulic. Al 74′ arriva anche il gol di Eder e la gara termina virtualmente, anche se la Lazio prova ad alzare il baricentro e a reagire. Un brutto commiato dall’Olimpico per questa stagione, anche se la Curva tributa a fine gara a tutta la squadra un caloroso saluto. Sconfitta comunque figlia di quella in Coppa Italia contro la Juventus.

Di Bello 4: non vede un rigore netto su Keita al 5′, poi decide che è anche un simulatore e lo espelle. La prima ammonizione su Lulic è un grande abbaglio, come il non vedere un brutto fallo di Candreva su Felipe Anderson. Disattento? Arbitri così non sono da Serie A.

IL TABELLINO
Lazio-Inter 1-3
Marcatori: 18′ Keita (L), 32′ Andreolli (I), 38′ aut. Hoedt (L), 74′ Eder (I)

LAZIO (3-5-2): Vargic; Wallace, de Vrij (59′ Basta), Hoedt; Felipe Anderson (79′ Crecco), Milinkovic, Biglia, Luis Alberto (67’Lombardi), Lulic; Immobile, Keita. A disp. Adamonis, Borrelli, Bastos, Patric, Petro, Cardoselli, Murgia, Rossi, Tounkara. All. Simone Inzaghi

INTER (4-3-3): Handanovic; D’Ambrosio, Murillo (23′ Santon), Andreolli, Nagatomo; Gagliardini, Medel, Brozovic; Candreva, Eder (81′ Pinamonti), Perisic. A disp. Carrizo, Radu, Sainsbury, Vanheusden, Yaho, Banega, Joao Mario, Palacio, Biabiany, Gabigol.
All. Stefano Vecchi

Arbitro: Di Bello (sez. Brindisi). Ass: Peretti-Alassio. IV: Pegorin. Add: Calverese-Chiffi.

NOTE. Ammoniti: 17′ Murillo (I), 46′ Hoedt (L), 49′ Eder (I), 61′ Keita (L), 71′ Lulic (L), 80′ Lombardi (L)

Espulsioni: 66′ Keita (L) per doppia ammonizione, 78′ Lulic (L) per doppia ammonizione

Recupero: 1′ pt.

Serie A TIM, 37^ Giornata
Stadio Olimpico di Roma
Domenica 21 maggio 2017, ore 20:45

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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