CALCIO – Inter-Lazio 3-0. Commento e pagelle biancocelesti

La Lazio torna da San Siro con una pesante sconfitta: tutti i gol subiti, come al solito, nel secondo tempo, dopo una prima frazione ben giocata ma senza capitalizzare le tre occasioni create. L'Inter fa due gol in due minuti: Banega al 54' e Icardi al 56'. Il centravanti argentino si ripete al 65' per il definitivo 3-0

Marchetti 5: al 31′ controlla senza affanni il sinistro a giro di Brozovic, un minuto dopo blocca in due tempi un tentativo di Banega. Non corre particolari pericoli fino alla fine della prima frazione di gioco, ma nella seconda prende tre gol, su due dei quali non è affatto impeccabile.

Basta 5: fa il suo, aiutato spesso da Felipe Anderson, ma resta bloccato dietro perché dall’altra parte Lulic scende più spesso. L’Inter comunque sceglie la fascia opposta, più debole, per far male alla Lazio.

de Vrij 5: attento negli anticipi, sia sui palloni bassi che su quelli alti, al 3′ non si capisce bene con Marchetti ma in extremis riesce a sbrogliare una situazione che si stava facendo complicata. Due minuti dopo è attento nell’intercettare il suggerimento di Banega per Candreva. Prosegue concentrato per tutto il primo tempo, ma nella ripresa si fa superare da Icardi che gli sfugge e la mette dentro di testa per il gol del 2-0. Icardi mette alla dura prova le sue doti difensive, vincendo il duello sul campo.

Wallace 5: torna in campo dopo un turno di pausa, bravo negli anticipi nel primo tempo, continua a tamponare come può nella ripresa le continue folate dell’Inter che domina indisturbata in ogni zona del campo. Icardi viene fermato dalla tripletta dalla traversa, ma non dall’intervento suo o di De Vrij.

Patric 5: nella prima frazione tiene testa bene dalla sua parte, con difficoltà tuttavia: dalla sua parte, dove più avanti c’è anche Lulic, si sviluppano tutte le azioni più pericolose dell’Inter. al 59′ termina la sua gara sostituito da Keita 5,5: entra e con il suo gioco sembra dire a Inzaghi “ma secondo te dovrei risolverti una partita in cui sei sotto di due gol e mi fai entrare nell’ultima mezzora quando l’Inter si è arroccata in difesa e gioca a ripartire?”. Ci prova a impensierire la difesa avversaria, ma con scarsi risultati anche per l’eccessiva leziosità dei suoi compagni che si ostinano a fraseggiare all’infinito in area di rigore, perdendo regolarmente il possesso del pallone.

Parolo 5: torna dopo la squalifica, ma nella gara sbagliata: per niente male nel primo tempo, ma nella ripresa Brozovic e Condogbia vincono quasi tutti i duelli a centrocampo. Lotta anche nel secondo tempo, ma senza successo.

Biglia 5: parte molto bene, poi nella ripresa si spegne progressivamente non riuscendo a tamponare gli inserimenti degli avversari. Vero che Pioli, conoscendolo bene, lo fa tenere a bada a dovere impedendogli di costruire gioco. Lascia il campo all’83 stremato a Cataldi s.v.

Milinkovic 4,5: dopo un primo tempo sotto tono, nel secondo combina pasticci: cincischia davanti a Banega che gli strappa il pallone dai piedi e tira in porta beffando Marchetti. Sbaglia tutto il possibile nella ripresa, anche i passaggi e i contrasti più semplici.

Felipe Anderson 5,5: al 26′ terrorizza la difesa interista, salta tutti, entra in area ma il suo tiro viene murato da D’Ambrosio. Al 49′ entra in area ma viene fermato da Miranda. Poi scompare letteralmente dal campo. Diffidato, e ammonito, salterà la prossima in casa contro il Crotone.

Immobile 4,5: al 1′ chiama Handanovic all’intervento sul suo diagonale, al 19′ conclude di dal limite con un tiro angolato ma fiacco e Handanovic respinge in tuffo. Questi rimangono gli unici colpi, e neanche mirabili, del centravanti, per tutta la gara. Perde tanti duelli sia quando parte in velocità, puntualmente raggiunto e superato dagli avversari, che quando si fa sradicare senza difficoltà il pallone dai piedi da Miranda.

Lulic 5,5: al 1′ prova a ribattere in rete la respinta di Handanovic sul diagonale di Immobile, ma il suo tiro viene murato dalla difesa nerazzurra. Lotta e corre alla sua maniera, ma senza successo, perdendo il pallone nell’uno contro uno in diverse occasioni. La sua gara termina al 72′, sostituito da Lombardi 6: gioca poco meno di 20′, si fa vedere nonostante la sua squadra stia già sotto di tre gol ed effettua anche un tiro in porta, deviato in angolo da Handanovic.

Simone Inzaghi 5: torna al 4-4-3 ma con Lulic alto al posto di Keita. La sua Lazio parte con un forcing forsennato, chiamando subito Handanovic in servizio. Ma i due tentativi di Immobile, al 1′ e al 19′ difettano di precisione e comunque trovano pronto l’estremo difensore nerazzurro. Ci prova anche Felipe Anderson al 26′ seminando il panico nella difesa nerazzurra ma D’Ambrosio si oppone con il corpo. Il primo tempo si conclude in parità, ma con l’Inter in crescita. Crescita che non si arresta nella ripresa, mentre la Lazio si eclissa progressivamente: al 54′ Banega ruba palla a Milinkovic che cincischia davanti all’area e sorprende Marchetti con un potente e formidabile tiro da fuori. Solo il primo di una serie di gol che stanno per arrivare: infatti dopo appena due minuti la mette dentro Icardi, sfuggendo indisturbato a De Vrij e Basta e superando ancora Marchetti di testa. Non è finita qui. Il terzo gol arriva al 65′ sempre da Icardi che gira in area indisturbato la punizione battuta da Banega. Sotto di tre gol, la Lazio scompare letteralmente dal campo. Una sconfitta che nulla aggiunge e nulla toglie al valore della Lazio e del suo allenatore, con 34 punti in classifica ma che finora ha sempre perso con le squadre più forti, pareggiando soltanto con il Napoli. Simone è un ragazzo intelligente, non si sarà fatto lusingare dai complimenti degli ultimi tempi e non si farà scoraggiare dalle critiche che arrivano puntuali dopo le sconfitte. Del resto Inzaghi si è assunto pesanti responsabilità fin dall’inizio della sua avventura in Serie A, consapevole che la squadra non ha una panchina con interpreti che possano tornare utili alla bisogna. Però il mister da parte sua deve evitare errori gravi come iniziare la gara senza i migliori in campo o non riuscendo a correggere il problema del secondo tempo, in cui la Lazio crolla psicologicamente, incassando la maggior parte dei gol subiti. E chissà se il mercato di gennaio 2017 gli porterà o gli toglierà calciatori di valore.

IL TABELLINO
Inter-Lazio 3-0
Marcatori: 54′ Banega (I), 56′, 65′ Icardi (I)

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Ansaldi (63′ Nagatomo); Brozovic, Kondogbia; Candreva (85′ Barbosa), Banega (74′ Palacio), Perisic; Icardi. A disp. Carrizzo, Yao, Andreolli, Ranocchia, Santon, Gnoukouri, Biabiany, Eder. All. Stefano Pioli

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta, de Vrij, Wallace, Patric (59′ Keita); Parolo, Biglia (83′ Cataldi), Milinkovic; Felipe Anderson, Immobile, Lulic (71′ Lombardi). A disp. Strakosha, Vargic, Hoedt, Bastos, Murgia, Kishna, Luis Alberto, Djordjevic. All. Simone Inzaghi

Arbitro: Mazzoleni (sez. Bergamo). Ass: Crispo-Posado. IV: Meli. Add: Rocchi-Guida.
NOTE. Ammoniti: 57′ Ansaldi, 58′ Felipe Anderson (L), 64′ Lulic (L), 76′ Miranda (I).
Recupero: 3’st.

Serie A TIM, 18^ Giornata
Mercoledì 21 dicembre 2016, ore 20:45
Stadio Giuseppe Meazza di Milano

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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