CALCIO – Torino-Lazio 2-2. Commento e pagelle biancocelesti

Gara rocambolesca all'Olimpico di Torino: la squadra di Mihajlovic passa in vantaggio con Falque al 20', risponde Immobile con un grandissimo gol al 71'. Entra Murgia e dopo cinque minuti segna il raddoppio per i biancocelesti. Ma al 92' Ljajic pareggia i conti su rigore

Marchetti 6: la prima parata la effettua al 57′ quando è bravo sulla punizione velenosa di Ljajic. Spiazzato da Ljajic in occasione del calcio di rigore.

Basta 5,5: torna dopo una lunga assenza, ma non deve impegnarsi più di tanto dato che il grosso del gioco del Torino si sviluppa sulla fascia opposta. Arriva troppo tardi quando si accorge che Iago Falque è stato lasciato solo da Wallace. Al 56′ lascia il campo a Djordjevic 6,5: buona la sua discesa sulla destra al 60′, ma tarda a metterla al centro e il suo tentativo di cross è facile preda di Hart. La sua girata di testa al 63′ non è abbastanza angolata per Hart che blocca senza problemi. Il suo ingresso in campo cambia il volto della Lazio in attacco.

Wallace 5: benino fino al 20′, quando in occasione del cross di Zappacosta si dimentica di Iago Falque lasciandolo libero di staccare di testa e metterla dentro. Il duello con Falque lo impegna oltre le sue capacità, se lo perde diverse volte nel corso della prima frazione di gioco.

Hoedt 6,5: si oppone bene con il corpo sul tiro di Belotti al 10′ e quando ce n’è bisogno va a dare anche una mano a Patric che gioca fuori ruolo. Molto bene anche negli anticipi, attento e reattivo. Oggi è sicuramente lui il migliore dei difensori.

Patric 6: gioca fuori ruolo, ovvero sulla fascia opposta e il Torino ne approfitta, le giocate più pericolose arrivano dalla sua parte. Il suo tiro, potente, al 53′ è altissimo sulla traversa.

Cataldi 6: buono il tempismo al 26′ quando raccoglie il suggerimento di Anderson e lo rimette al centro, ma non c’è nessun compagno. Per il resto una prestazione in chiaroscuro, con il centrocampo sempre in grande difficoltà. Bravo all’84’ quando Hart gli para un tiro che sembrava già gol. Si fa ammonire nel recupero per proteste in occasione del rigore, generoso, concesso al Torino.

Parolo 5,5: tanta corsa e tanto lavoro, perlopiù in fase difensiva. Ma il centrocampo senza Biglia non riesce proprio a costruire gioco. Ammonito al 59′ per un fallo in scivolata su Castan. Nervoso, rischia una seconda ammonizione nell’ultimo quarto d’ora. Non viene ammonito in occasione del rigore concesso generosamente al Torino per il suo gomito a mezz’aria mentre si sta girando. Curioso che, concesso il rigore, l’arbitro non lo ammonisca.

Lulic 5,5: non si risparmia mai, ma la sua efficacia si vede solo a tratti e maggiormente in fase di recupero. Il gol del vantaggio del Torino nasce da un suo grave errore a centrocampo. Al 43′ pasticcio in fase di disimpegno tra lui e Patric, ma la situazione si sbroglia. Benino il resto della gara, quando poi va a fare il terzino con l’uscita di Basta.

Felipe Anderson 6,5: commette un grave errore al 12′ in zona d’attacco, perde ingenuamente un pallone e scatena l’attacco del Toro, per sua fortuna Baselli tira alto sulla traversa. Dopo 5′ sbaglia un passaggio verso Keita. Si risveglia al 26′ con un ottimo suggerimento raccolto da Cataldi. Si impegna tantissimo anche in fase difensiva. Il suo cross al 32′ finisce direttamente tra le mani di Hart. Inzaghi lo redarguisce e lui si stizzisce. Al 71′ innesca Immobile con un cross eccellente per il gol del pareggio. Esce all’88’ per Prce s.v.

Immobile 7: fischiato a più non posso dai suoi ex tifosi e forse questo lo carica ancor di più, perché fin dai primi minuti è molto attivo e nel cuore del gioco. Innesca Keita con un ottimo contropiede, poi sparisce un po’ dal vivo del gioco, anche perché non gli arrivano palloni giocabili dalle fasce. Si sveglia al 52′ quando, innescato di prima da Keita, impegna Hart con un buon tiro da distanza ravvicinata, forse un po’ troppo sul portiere. Ma non sbaglia affatto al 71′ quando approfitta dello splendido cross di Felipe Anderson sul secondo palo: impeccabile sforbiciata al volo che si insacca nell’angolino.

Keita 6: il primo tiro lo effettua al 4′ dopo una buona azione personale, ma si stampa sull’esterno della rete. Zappacosta non lo fa respirare e pian piano diventa meno incisivo. Il suo colpo di testa su punizione al 29′ è alto sulla traversa. Bellissimo il suo contropiede al 35′, innescato da Immobile, ma Hart è bravo a chiudergli lo specchio della porta. La sua discesa, comunque, non era stata seguita da nessun compagno. Al 79′ in calo evidente, viene sostituito con il giovane Murgia 7: all’81’ va al tiro ma con scarsa fortuna, non sbaglia il centro invece tre minuti dopo quando buca Hart con un colpo di testa impeccabile, lasciato tutto da solo, sugli sviluppi di un corner.

Simone Inzaghi 7: a causa degli infortuni, tutti importanti, è costretto a schierare una difesa inedita con la coppia Wallace-Hoedt e con Patric a sinistra vista l’assenza contemporanea di Radu e Lukaku. A centrocampo ancora Cataldi e Parolo, oggi con Lulic per l’indisponibilità di Milinkovic. La sua Lazio inizia bene e si porta al tiro con Keita dopo soli quattro minuti. Ma è assente totalmente a centrocampo, e i lanci lunghi a sorpassarlo o le invenzioni personali si sprecano. Nel primo tempo l’unico a rendersi pericoloso è Keita: Felipe Anderson sbaglia troppo oppure si fa sradicare facilmente la palla dai piedi, mentre Immobile fa quel che può. Al 20′ su un gran cross di Zappacosta, Wallace si dimentica di Falque che la mette dentro di testa indisturbato, nulla può Basta che arriva in ritardo per cercare di rimediare all’errore del compagno. Una Lazio in grande difficoltà nella costruzione di gioco e poco incisiva in attacco chiude la prima frazione in svantaggio di un gol. Cambia poco al ritorno in campo: il Torino tesse ottime trame di gioco e la Lazio a centrocampo è letteralmente sovrastata. Simone allora decide di cambiare le carte in tavola ed è bravo e fortunato: fa entrare Djordjevic per Basta. La mossa è giusta e la sua Lazio cresce di intensità costringendo il Torino a subire le sue iniziative. Così al 71′ Immobile, innescato da uno splendido cross di Anderson, la mette dentro con un gol in mezza rovesciata davvero di ammirevole fattura. Al 71′ Simone vuole rafforzare il centrocampo, e sostituisce Keita con Murgia: il cambio si rivela ancora una volta giusto, perché il ragazzino la mette dentro all’84’. La Lazio è in vantaggio. Ma ci mette lo zampino l’assistente di porta a indicare come fallo di mano un gomito a mezz’aria di Parolo in torsione in area. Curiosa decisione, anche perché Parolo non viene ammonito. E così Ljajic riporta la situazione in parità. Il giovane Inzaghi e la sua Lazio sono in crescita: merito della ritrovata identità tattica con l’abbandono di moduli improbabili. Al netto delle assenze, molto importanti, la sua Lazio dimostra carattere e intensità, molto bene l’ingresso dei giovani – sebbene forzato da una panchina molto corta. Un buon pareggio, alla fine dei conti, se si considera il primo tempo migliore del Toro e il secondo migliore dei biancocelesti.

IL TABELLINO
Torino-Lazio 2-2
Marcatori: 20′ Falque (T), 71′ Immobile (L), 84′ Murgia (L), 92′ rig. Ljajic (T)

TORINO (4-3-3): Hart; Zappacosta, Rossettini, Castan, Barreca; Benassi (79′ Maxi Lopez), Valdifiori (88′ Boyè), Baselli (74′ Obi); Falque, Belotti, Ljajic. A disp. Padelli, Cucchietti, Bovo, Ajeti, De Silvestri, Moretti, Acquah, Vives, Martinez. All. Sinisa Mihajlovic

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta (56′ Djordjevic), Wallace, Hoedt, Patric; Cataldi, Parolo, Lulic; Felipe Anderson (89′ Prce), Immobile, Keita (79′ Murgia). A disp. Strakosha, Vargic, , Vinicius, Leitner, Luis Alberto, Lombardi. All. Simone Inzaghi

ARBITRO: Giacomelli (sez. Trieste). ASS: Lo Cicero-Pegorin. IV: Ranghetti. ADD: Gavillucci-Di Paolo.

NOTE. Ammoniti: 29′ Barreca (T), 59′ Parolo (L), 61′ Belotti (T), 91′ Cataldi (L)

Serie A TIM, 9^ Giornata
Torino-Lazio
Domenica 23 novembre 2016, ore 15:00
Stadio Olimpico di Torino

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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