CALCIO – Lazio-Bologna 1-1. Commento e pagelle biancocelesti

Una Lazio sprecona riesce a pareggiare solo al 96', su rigore, il gol segnato da Helander al 10'. La squadra di Inzaghi lascia due punti importanti sul campo

Marchetti 6: lui, Patric e Milinkovic condividono in parti differenti le responsabilità del gol di Helander. Al 16′ si distende bene evitando il raddoppio del Bologna da parte di Donsah. Al 66′ interviene in due tempi sulla conclusione di Taider. Ultima parata senza affanni al 90′ su Sadiq.

Patric 6: disattento su Helander, che va in gol indisturbato al 10′ sugli sviluppi della punizione battuta da Verdi dall’altra parte del campo. Poco prima però ha salvato un gol quasi fatto. Al 20′ va al tiro, ma non inquadra la porta. Poi si propone a più riprese in avanti e nella ripresa diventa un vero e proprio fulmine sulla sua fascia. Mezzo voto in meno per la disattenzione sul gol, ma è il Patric più in forma mai visto e al ragazzo non mancano qualità e buoni piedi.

de Vrij 6,5: è uno dei pochi a conferire sicurezza al reparto difensivo. Sbroglia tante situazioni, imposta, è il migliore del reparto. La sua gara però termina al 51′, quando è costretto a lasciare il campo dopo un colpo alla testa nell’area del Bologna dove si scontra violentemente con Floccari. Viene sostituito con Cataldi 6: tanto impegno, non molto costrutto, del resto va a fare il lavoro sporco di Parolo davanti alla difesa e prova a impostare il gioco quando ce n’è più bisogno, lasciando libero il compagno di squadra di muoversi nel suo ruolo naturale.

Hoedt 6: finché c’è de Vrij fa il suo con attenzione, anche se i movimenti veloci degli avanti rossoblù lo mettono in difficoltà, ma non commette gravi errori. Più facile per lui nella ripresa, quando il Bologna è tutto dietro a difendere il risultato.

Radu 6: per gran parte della gara non scende, dietro fa il suo senza infamia e senza lode finché non si fa ammonire al 67′ per un fallo a centrocampo su Verdi e al 68′ e abbandona il campo per un problema muscolare, sostituito da Wallace 6: ammonito per fallo su Sadiq, al 96′ si avventa su un pallone in area avversaria, viene atterrato da Oikonomou e si prende un rigore, difficile da giudicare ma comunque assegnato dall’arbitro, con il quale Immobile pareggia.

Milinkovic 5: tanto impegno e tanto movimento, ma poca efficacia e tanta superficialità. Bello l’assist per Immobile al 31′, poi nei primi minuti della ripresa un tiro di destro e un colpo di testa che vengono vanificati da Da Costa, anche perché molto facili da parare. Al 63′ si divora l’ennesimo gol con un piattone da dimenticare. Sostituito al 76′ da Luis Alberto s.v., evanescente è dir poco.

Parolo 5: gioca come vice Biglia, raramente gli capita di inserirsi, ma l’impegno è sempre al massimo. Tuttavia il centrocampo non gira e si avverte la mancanza di un vero regista come Biglia. Uno dei peggiori dei suoi, quando entra Cataldi respira.

Lulic 5,5: tanta corsa e tanto lavoro sporco, non sempre con la necessaria qualità.

Felipe Anderson 6,5: parte benissimo con le sue fiammate d’autore, poi dopo un quarto d’ora si spegne e per il resto della gara si limita a un compito accademico da comprimario: numerosi i cross in area, ma non vengono messi a frutto dai compagni di squadra. Al 78′ con un bel destro a effetto impegna severamente Da Costa. Ammonito all’84’ per proteste.

Immobile 6,5: gran tiro al 30′ su assist di Milinkovic, ma la traversa salva il Bologna, tre minuti dopo è Da Costa a opporsi con il corpo. Tanto movimento, ma nessuna azione degna di nota. Sparisce progressivamente con il trascorrere dei minuti. Viene ammonito per proteste al 90′. Nel recupero finale impegna ancora Da Costa e poi è bravo e freddo nel segnare il rigore del pareggio su cui si chiude la gara.

Keita 6,5: ci prova con le sue solite discese sulla fascia, scambia posizione a metà del primo tempo con Felipe Anderson, ma i suoi cross in area non vengono mai raccolti dai compagni. Primo tempo spettacolare, come sempre, nel secondo si spegne e non si rende mai davvero pericoloso.

Simone Inzaghi 6: Donadoni nonostante le diverse assenze mette in campo un Bologna ben schierato, veloce nel palleggio, quasi sempre vincente nei contrasti e bravo a ripartire, anche se mai davvero pericoloso su azione dopo i primi 20 minuti di gioco. Tanto che il gol al 10′ arriva sugli sviluppi di un calcio piazzato. Il Bologna pochi minuti dopo avrebbe la possibilità di raddoppiare, ma è bravo Marchetti a opporsi. Per il resto della gara la Lazio cerca di proporsi in attacco, macina gioco – ordinato o quasi fino a un quarto d’ora dal termine – ma non concretizza. La Lazio di Inzaghi oggi è un po’ molle nei contrasti, non gira in modo eccellente a centrocampo e spreca tantissimo sotto porta con Milinkovic, Immobile e Felipe Anderson. La Lazio appare disordinata ma soprattutto sprecona sotto porta: dalla sua ben 18 calci d’angolo e 7 occasioni da gol che rendono l’idea dei tentativi biancocelesti nel cercare il pareggio, ma con poca cattiveria e tanta imprecisione al tiro oltre a un po’ di sfortuna. Troppi elogi dopo la partita contro l’Udinese: la squadra è giovane e dimostra poca personalità nel saper leggere le gare. Ma lui, Inzaghi, è fortunato… e almeno un punto lo porta a casa.

IL TABELLINO

Lazio-Bologna 1-1
Marcatori: 10′ Helander (B), 96′ rig. Immobile (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, de Vrij (51′ Cataldi), Hoedt, Radu (68′ Wallace); Milinkovic (76′ Luis Alberto), Parolo, Lulic; Felipe Anderson, Immobile, Keita. A disp. Strakosha, Vargic, Prce, Vinicius, Murgia, Leitner, Djordjevic, Lombardi. All. Simone Inzaghi

BOLOGNA (4-3-3): Da Costa; Mbaye, Helander (83′ Oikonomou), Maietta, Masina; Donsah (67′ Pulgar), Nagy, Taider; Verdi, Floccari (54′ Sadiq), Di Francesco. A disp. Ravaglia, Gomis, Ferrari, Viviani, Rizzo, Mounier. All. Roberto Donadoni

Arbitro: Di Bello (sez. Brindisi). Ass.: Fiorito-Marzaloni. IV: La Rocca. Add.: Mazzoleni- Manganiello.

NOTE. Ammoniti: 37′ Di Francesco (B), 57′ Masina (B), 67′ Radu (L), 83′ Felipe Anderson (L), 87′ Wallace (L), 90′ Immobile (L), 96′ Sadiq (B).

Recupero: 6′ st.

 

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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