CALCIO – Lazio-Pescara 3-0. Commento e pagelle biancocelesti

Dopo un primo tempo senza grandi emozioni, nella ripresa la squadra di Inzaghi si accende e realizza tre gol d'autore: due pregevoli stoccate aeree di Milinkovic e Radu, poi la rete di prima intenzione di Immobile su assist di Keita, che ancora una volta, appena entra in campo, spacca la gara

Marchetti 6,5: bravo a non muoversi sul rigore malamente battuto da Mamushaj, che finisce fuori. Buona parata al 40′ su un fendente da fuori area. Sempre attento sui palloni, non molti, che arrivano dalle sue parti.

Bastos 5,5: sorprende per bravura e tempismo a ogni gara. Con lui non si passa. Bravo anche a sbrogliare una palla restituita malamente da Marchetti sulla linea di fondo. Fa benissimo fino al 33′, quando sbaglia il tackle su Caprari causando il rigore che però Memushaj sbaglia. Più di mezzo voto in meno per l’entrata intempestiva.

De Vrij 6,5: sempre presente e sempre efficace, gli attaccanti con lui al centro della difesa trovano un vero e proprio muro.

Radu 6,5: fa il suo sulla fascia dove il Pescara è meno pericoloso. Segna uno splendido gol di testa al 72′ sul corner battuto da Cataldi e viene sommerso dagli abbracci dei compagni.

Anderson 6,5: molto bene nel suo nuovo ruolo di centrocampista di contenimento. Ma davvero? Si ricorda di chi è veramente verso la mezzora, quando inizia una serie di discese sulla fascia costruendo un paio di ottime azioni e andando al tiro al 43′. Nella ripresa abbandona le consegne su Caprari e fa vedere le sue cose migliori, sfoderando un assist perfetto che Milinkovic mette dentro con una grande girata di testa. Viene sostituito al 73′ con Basta s.v.

Parolo 6,5: nel primo tempo si divora letteralmente il gol di testa sulla respinta di Bizzarri, mandando la palla alta sopra la traversa da pochi metri. Nella ripresa va al tiro un paio di volte ma Bizzarri gli sbarra sempre la via della rete.

Cataldi 6,5: buona la sua punizione al 5′, perfetta per la testa di Immobile che però è in fuorigioco. Disputa un primo tempo di grande impegno, qualche imprecisione di troppo può essergli perdonata. Svolge un instancabile lavoro di raccordo per tutta la gara, batte perfettamente il corner che Radu devia in rete, batte pene tutte le punizioni, ed è molto efficiente non solo nel lavoro di regia ma anche in quello di contenimento.

Milinkovic 7: fa valere le sue notevoli doti fisiche, disputa un discreto primo tempo e cresce alla distanza. Diventa decisivo quando al 67′ la mette dentro su un assist aereo di Anderson. Lascia il posto a Murgia s.v. all’80’

Lulic 6,5: parte un po’ a rilento poi cresce in intensità con il passare dei minuti. Tanta quantità sia in fase propositiva che in quella difensiva.

Immobile 7: spizza bene di testa la palla di testa sulla punizione di Cataldi al 5′, ma è in fuorigioco e il gol non è valido. Si impegna come sempre per tutta la gara, pur mancando qualche occasione per metterla dentro. Ma si fa trovare sempre pronto e infatti quando sul suo destro arriva l’assist eccellente di Keita non manca il bersaglio e sigla la terza rete biancoceleste.

Djordjevic 5,5: l’involuzione di questo calciatore è davvero notevole. Ormai il suo ruolo naturale sembra quello di difensore avanzato, e così lo utilizza Inzaghi venendo ripagato esattamente con quel che gli ha chiesto. Sportellate. Tutto qui. Non un tiro in porta, anche perché quando ci prova al 57′ da solo davanti a Bizzarri gli tira addosso il pallone invece che scavalcarlo con uno scavetto. La sua gara termina dopo un ora di gioco. Lascia il posto a Keita.

Keita 7: entra al 60′ e subito si rende pericoloso in avanti. Il più brillante e veloce dei suoi, si rivela fondamentale al 76′ quando percorre con un’accelerazione fulminante metà campo, salta un paio di avversari, arriva sul fondo e mette al centro per Immobile che non manca il bersaglio. Corre come un fulmine fino a fine gara senza risparmiare un solo respiro.

Simone Inzaghi 6,5: vista l’assenza di Biglia, passa dal consueto 4-3-3 al 3-5-2, con Anderson e Lulic esterni a centrocampo e il duo Immobile/Djordjevic in attacco. Parte meglio però il Pescara, la Lazio sembra imballata e perde diversi palloni a centrocampo. Dopo 18′ Inzaghi già si sbraccia e urla per dare istruzioni ai suoi che non si stanno ben comportando in campo. In effetti la squadra arriva spesso in ritardo quando deve ripiegare, visibilmente confusa e alla ricerca di giocate che però raramente ha provato con questo tipo di modulo. La sua Lazio inizia a girare un po’ verso la fine del primo tempo: quando Anderson si libera dai compiti di marcatura su Caprari e si ricorda quel che sa veramente fare, la squadra ha le sue migliori occasioni. Non a caso nella ripresa il primo gol arriva da un assist del brasiliano per la testa di Milinkovic. Sulle ali del vantaggio arriva il secondo gol di testa, quello di Radu sul corner battuto da Cataldi. La Lazio si sveglia definitivamente con l’ingresso in campo di Keita, che come al solito dà un passo completamente diverso a tutto il reparto d’attacco e permette a Immobile – con un perfetto assist al centro dopo una discesa da centrocampo a tutta velocità – di chiudere definitivamente la gara siglando la terza rete.

IL TABELLINO
Lazio-Pescara 3-0
Marcatori: 67′ Milinkovic (L), 72′ Radu (L), 76′ Immobile (L)

LAZIO (3-5-2): Marchetti; Bastos, de Vrij, Radu; Felipe Anderson (73′ Basta), Parolo, Cataldi, Milinkovic (81′ Murgia), Lulic; Immobile, Djordjevic (60′ Keita).A disp. Strakosha, Vargic, Wallace, Hoedt, Patric, Lukaku, Leitner, Luis Alberto, Lombardi. All. Simone Inzaghi

PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Campagnaro, Gyomber (49′ Fornasier), Biraghi; Memushaj, Brugman, Cristante (74′ Mitrita); Verre, Benali (46′ Manaj); Caprari. A disp. Fiorillo, Pigliacelli, Crescenzi, Vitturini, Zuparic, Aquilani, Bruno, Pepe. All. Massimo Oddo

Arbitro: Maresca (sez. Napoli). Ass.: La Rocca-De Meo. IV: Marzaloni. Add.: Rocchi-Pezzuto

NOTE. Ammoniti: 16′ Campagnaro (P), 28′ Verre (P), 34′ Bastos (L), 48′ Radu (L)

Recupero: 1′ pt; 5′ st.

4^ giornata Serie A TIM

Lazio-Pescara, stadio Olimpico di Roma ore 18:00

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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