TEATRO DELL’OPERA DI ROMA – Sold out per la Traviata firmata Coppola&Valentino

In replica fino al 30 giugno al Teatro Costanzi

Un momento de La traviata al Teatro dell'Opera di Roma, 22 maggio 2016. ANSA/Cortesy: Valentino ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING

Annunciata come lo spettacolo dell’anno, la Traviata andata in scena al Costanzi non ha tradito le attese. Il titolo, il più classico dei classici drammi italiani, la regia di Sofia Coppola, i costumi disegnati da Valentino Garavani, le scenografie, maestose e imponenti, di Ntahan Crowley: sono questi gli ingredienti di una rappresentazione che resterà senza dubbi negli annali. E il pubblico, romano ed internazionale, non si è fatto pregare ed ha riempito ogni singolo ordine del teatro per ben quindici repliche. Trovare un posto anche per le ultime date di fine giugno si rivela un’impresa quasi impossibile per quanto ardua.

Tutto secondo le aspettative per una Traviata che si è contraddistinta per eleganza, sobrietà e alta classe. L’allestimento, curato da Giancarlo Giammetti, è raffinato come non mai. Nessun accenno contemporaneo, ma solo tanto ordine e sontuosità a partire dallo splendido scenario del primo atto (un interno ottocentesco di una casa nobiliare, con importanti vetrati e lampadari di cristalli e con una sontuosa scala bianca sulla destra).

La regia di Sofia Coppola, ammirata al cinema per capolavori come “Somewhere” e “Lost in Translation e al debutto in un teatro d’opera, è curata e quasi impercettibile. Non ci sono sorprese alla Michieletto o alla Terry Gilliam. Ma proprio l’assenza di capovolgimenti discutibili nel lavoro verdiano è quello che rende memorabile questa Traviata e che ha trovato il sicuro apprezzamento del pubblico più tradizionale.

Come dicevamo, i costumi sono semplicemente meravigliosi. Merito, soprattutto, delle quattro splendide creazioni di Valentino Garavani per la protagonista Violetta: dall’abito nero con strascico vertiginoso del primo atto si passa ad un abito bianco di smisurata eleganza, dall’abito rosso nel secondo atto si passa alla dedicata sottoveste rosa dell’ultimo atto. Stupendi anche gli abiti dei co-protagonisti e del coro creati da Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, direttori della maison Valentino da otto anni. L’abito di Annina (ben interpretata da Chiara Peretti), prima chiusa in un mantello e poi in una tunica di velluto nero, spicca per l’elegante semplicità.

Tra gli interpreti (replica del 29 maggio) il baritono Giovanni Meoni (Giorgio Germont) ruba la scena e trova gli applausi più entusiasti dell’intero teatro. Ottima interpretazione anche di Maria Grazia Schiavo nel ruolo di Violetta e di Arturo Chacòn-Cruz in quello di Alfredo Germont.

Da segnalare, infine, la direzione del giovane Jader Bignamini, sempre attento e mai eccessivamente veloce nel guidare l’ottima Orchestra del Teatro dell’Opera.

In replica fino al 30 giugno.

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