TEATRO DELL’OPERA DI ROMA – “Le Parc”, l’amore secondo Preljocaj

Grande successo di pubblico per il debutto romano del balletto

CONDUCTOR David Garforth CHOREOGRAPHY Angelin Preljocaj REVIVED BY Noémie Perlov and Laurent Hilaire SET DESIGNER Thierry Leproust COSTUME DESIGNER Hervé Pierre LIGHTS Jacques Chatelet Orchestra, Soloists, and Corp de Ballet of the Teatro dell’Opera di Roma A Teatro alla Scala di Milano production with Eleonora Abbagnato Stéphane Bullion

Un’ouverture, tre atti, un intermezzo e un epilogo, l’incantato mondo del ‘700, le note struggenti di Mozart: “Le Parc” è tutto questo e molto di più. Al debutto al Costanzi, il balletto è una delle migliori opere coreografiche di Angelin Prelijocaj, da più di venti anni acclamato sui palcoscenici dei teatri di mezzo mondo. Presentata per la prima volta al Palais Garnier di Parigi, “Le Parc” coinvolge, come meglio non si potrebbe, il pubblico.

Il tema è l’amore in tutti i suoi aspetti o meglio, per usare le parole del suo autore, “l’arte di amare”.

Le Parc - Scena di insieme - Foto di Yasuko Kageyama

Il balletto è ambientato in un’atmosfera aristocratica (la scenografia è di Thierry Leproust e le luci di Jacques Chatelet). Tutto inizia in un labirintico giardino alla francese amorevolmente coltivato da quattro giardinieri, personaggi che rappresentano per il coreografo le guide dell’amore, ovvero dei novelli cupidi. Sulle note di Mozart, un gruppo di uomini e donne vestiti in splendidi costumi settecenteschi (di Hervé Pierre) giocano e provano a conquistarsi. Tra i tanti personaggi, una coppia, formata da un libertino intimidito dal vero amore e una giovane donna in cerca di avventure, cedono alla passione. I due si sfuggono, si incontrano e poi si lasciano, inevitabilmente, travolgere dal sentimento. La suddivisione del balletto in atti e quadri del balletto segna la crescente attrazione. Alla fine, l’amore vince sulla razionalità e la donna vince l’ultima resistenza. La scena cult, al terzo atto, è rappresentata dalla celebre danza a due in cui la donna, aggrappata al collo dell’amato, si lascia andare in spettacolari giravolte. I due si danno un lungo bacio suggellando la loro unione. Il romanticismo è accentuato dalla splendida musica dell’Adagio del Concerto per pianoforte e orchestra n. 23 di Mozart. L’amore tocca il culmine. Il pubblico è emozionato come non mai. Merito di Prelikocaj ma, soprattutto, della superlativa esecuzione data dalla protagonista Eleonora Abbagnato, tra l’altro direttrice del Corpo di Ballo dell’Opera da quasi un anno, e dall’étoile parigino Stéphane Bullion, perfettamente a loro agio nei ruoli.

Eleonora Abbagnato in Le Parc - Foto di Yasuko Kageyama

I quattro giardinieri del cuore, introdotti ogni volta sul palco dalla musica elettronica di Goran Vejvoda (splendido ed irripetibile il contrasto con il classicismo di Mozart), sono ben interpretati da Giacomo Luci, Alessio Rezza, Antonello Mastrangelo e Marco Marangio.

Il sincronismo e la perfezione simmetrica del balletto e di tutti i protagonisti rendono, quindi, il giusto merito ai due ripetitori di Preljocaj Laurent Hilaire e Noémie Perlov.

Infine, ricordiamo l’ottima direzione di David Galforth alla guida dell’Orchestra del Teatro dell’Opera.

Tutto perfetto. E non siamo i soli a dirlo.

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