CALCIO – Lazio-Fiorentina 2-4. Le pagelle biancocelesti

Al 2' Lulic brucia Lezzerini con una bordata dal limite. Al 31' pareggia Vecino, al 40' passa in vantaggio la Fiorentina con Bernardeschi, al 45' Tello porta a tre i gol dei Viola. Al 70' Vecino va in doppietta. Miro Klose accorcia le distanze su rigore al 74'

Marchetti 5: non può nulla sul gol del pareggio di Vecino al 31′, meglio tre minuti dopo su Zarate. Male sul raddoppio di Bernardeschi al 40′. Impossibile parare il tiro di Tello al 45′. Non riesce a parare neanche il secondo gol di Vecino.

Konko 5: si fa scappare Tello in occasione del raddoppio di Bernardeschi e la catena di destra con Candreva non funziona come al solito. Si sveglia un po’ nella ripresa quando tutta la squadra sembra timidamente reagire ai tre gol della Fiorentina. Pasticcia al 47′ quando viene pescato bene da Klose in area e regala palla a Lezzerini.

Biśevac 5: immobile nella marcatura di Bernardeschi in occasione del raddoppio, nulla di nuovo rispetto alle sue ultime prestazioni. Fa la bella statuina anche sul terzo e sul quarto gol dei Viola.

Gentiletti 5: esce bene palla al piede se deve impostare, ma fare il difensore contro gli avanti della Fiorentina mette in mostra tutti i suoi limiti di velocità e di posizione. Inefficace come il suo compagno quando c’è da fermare gli sfondamenti centrali dei viola. Immobile sul gol del raddoppio dei Viola, spesso troppo alto per poter recuperare i contropiede della Fiorentina.

Lulic 7: al 2′ e sotto la pioggia battente brucia Lezzerini con un gol fantastico dal limite sinistro dell’area. Ma la posizione di terzino non è proprio il massimo per lui, così spesso si trova fuori posizione e rincorrere Bernardeschi non gli viene proprio facile se si trova al limite dell’area avversaria. Si procura anche il rigore che Klose segna da campione. Il suo potente destro all’85’ viene deviato da Lezzerini in corner.

Onazi 5,5: tanto movimento, ma poca efficacia. Senza Biglia al suo fianco cala anche la sua prestazione, anche se è prezioso in fase di recupero palloni e contrasto. Sostituito all’83’ con Mauri s.v.

Cataldi 5: il ruolo di vice Biglia non gli si addice proprio, lo si sapeva e anche stasera arriva la conferma. Al 60′ arriva il cambio con Milinkovic.

Milinkovic 6: al 69′ si coordina e e tira un destro che Lezzerini devia in tuffo alla sua destra. Quando raccoglie palla al 79′, si gira, stoppa e va al tiro di destro il pallone si alza di poco sulla traversa. Buona la sua idea per Klose all’81’, ma Rodriguez anticipa di testa.

Parolo 5,5: il gol del raddoppio della Fiorentina ce l’ha anche lui sulle spalle, nonostante l’impegno è spesso impreciso e inefficace. Frequenti ma infruttuosi gli inserimenti in area. Al 39′ prova a coordinarsi e va al tiro che è facile preda di Lezzerini.

Candreva 6,5: gran giocata al 27′, ma per un pelo la palla non finisce in porta. Lulic mette in mezzo e lui imprime un giro impossibile al pallone che Lezzerini vede scivolare di poco al lato del suo palo. Il calo di tensione che la squadra accusa dopo i primi 30 minuti di gioco fa in modo che anche i suoi cross dal fondo si rivelino inefficaci. Viene sostituito al 68′ con Felipe Anderson.

Felipe Anderson 5,5: entra quando la squadra è sull’1-4, meno apatico del solito, cerca di darsi da fare come può ma non diventa il salvatore della patria.

Klose 8: dopo la cerimonia d’addio per i suoi cinque anni alla Lazio prima che inizi la gara, con tanto di targa consegnata dal presidente Lotito (inondato dai fischi per l’occasione) si distingue per il suo solito lavoro per la squadra e per il lavoro extra al quale obbliga i centrali  di difesa della Fiorentina, che lo trattano da osservato speciale. Al 7′ su invenzione di Keita sfiora il raddoppio biancoceleste. I compagni di squadra lo cercano in ogni occasione, ma il gol lo calciando da campione il rigore che si procura Lulic. Per l’occasione il rigorista sarebbe Felipe Anderson e inizialmente si tira indietro indicando il brasiliano per calciare il penalty. Ma tutto lo stadio, e lo stesso Felipe, gli chiedono di batterlo. E lui allora accetta: tutto l’Olimpico esplode in un urlo di gioia, con questa rete Klose raggiunge Pandev ed entra di diritto nella storia della Lazio. Campione fino alla fine. Una figura del suo valore morale e sportivo mancherà alla Lazio. Il calciatore più importante dell’era Lotito, senza alcun dubbio.

Keita 7: è l’unico che cerca di sfondare dalla sua parte, e spesso ci riesce, sfoderando ottimi cross per i compagni al centro dell’area. Va al anche al tiro in più di un’occasione, ma non è fortunato, oppure Lezzerini gli si oppone con valore (al 63′, al 75′). Al 76′ arriva in spaccata sul traversone di Milinkovic, ma la palla di poco non inquadra lo specchio della porta. Al 78′ il suo destro si spegne di poco al lato.

Simone Inzaghi 5,5: ha restituito alla Lazio un gioiello come Keita. ha dato un minimo di ordine e di fiducia a una squadra sfaldata e con il morale sotto i tacchi. Purtroppo per lui gli sono toccate le ultime 7 partite del campionato, inutili o quasi alla Lazio per salvare una stagione fallimentare sotto tutti gli aspetti. Non gli riesce di vincere l’ultima gara, quella che avrebbe forse pesato di più sulla sua eventuale conferma. Anzi, la sua Lazio ne prende ben quattro dalla Fiorentina. Ma il problema della Lazio non è tanto l’allenatore, quanto la scarsezza certificata di alcuni dei suoi interpreti, i difensori su tutti. Vedremo quale sarà il suo futuro, al di là di più o meno probabili trattative societarie con Sampaoli o chi per lui.

IL TABELLINO
Lazio-Fiorentina 2-4
Marcatori: 2′ Lulic (L), 31′, 70′ Vecino (F), 40′ Bernardeschi (F), 45′ Tello (F), 74′ Klose rig. (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Bisevac, Gentiletti, Lulic; Onazi (83′ Mauri), Cataldi (60′ Milinkovic), Parolo; Candreva (68′ Felipe Anderson), Klose, Keita.
A disp. Berisha, Guerrieri, Mauricio, Braafheid, Patric, Morrison.
All. Simone Inzaghi. 

FIORENTINA (3-4-2-1): Lezzerini; Tomovic, Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Badelj, Vecino (80′ Tino Costa), Alonso (29′ Roncaglia); Tello (84′ Kalinic), Mati Fernandez, Zarate.
A disp. Tatarusanu, Satalino, Kone, Ilicic.
All. Paulo Sousa.

Arbitro: Manganiello (sez. Pinerolo).
Ass.: Schenone-Muto. IV: Stallone. Add.: Russo-Serra.

NOTE.Ammoniti: 89′ Tino Costa (F)
Recupero: 2′ pt; 3′ st.

 

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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