TEATRO DELL’OPERA DI ROMA – Trionfo per il Trittico di Puccini firmato Michieletto

Continua la stagione d'oro del Costanzi

E’ un momento magico per il Teatro dell’Opera di Roma. Ogni spettacolo proposto, a parte qualche rara eccezione (come il contestato Barbiere di Siviglia curato dal regista David Livermore), trova il gradimento entusiasta del pubblico che registra sempre più sold out memorabili ed inimmaginabili fino a pochi anni fa. Dopo lo spettacolare Benvenuto Cellini firmato da Terry Gilliam, è la volta del Trittico di Giacomo Puccini, composto dai tre atti unici Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, già andato in scena al Costanzi per la “prima” europea nel gennaio 1919 ed assente dai cartelloni da ben 14 anni. La regia è affidata a Damiano Michieletto, uno dei migliori registi sulla scena internazionale, fresco vincitore del più importante riconoscimento teatrale inglese, il Laurence Olivier Award. Noto per le capacità innovative e per le riletture originali e a tratti polemiche, Michieletto è al debutto romano dopo aver calcato i più prestigiosi palchi europei.

Trittico_Il tabarro_Un totale, al centro Roberto Frontali(Michele)®Yasuko Kageyama-Opera di Roma 2015

Ebbene, Michieletto, con l’aiuto di Eleonora Gravagnola, non ha smentito le attese. La rilettura contemporanea dei tre atti unici è pienamente convincente per quanto inedita. Quello che emerge al termine dello spettacolo è sicuramente l’unità stilistica e scenografica tra le tre drammaturgie con il tema dominante della maternità. Nel Tabarro, la perdita di un figlio è all’origine della crisi tra Giorgetta e Michele. La vicenda di Suor Angelica è quella di una donna che non aveva alcuna intenzione di entrare in convento ma che è stata costretta per effetto dello scandalo della nascita di un bambino, frutto di un amore colpevole. In Gianni Schicchi, la gravidanza di Lauretta (licenza della regia) può raffigurarsi come una delle ragioni alla base del comportamento beffardo del protagonista.

Trittico_Suor Angelica_P. Racette(Suor Angelica),V. Urmana(zia principessa)®Yasuko Kageyama-Opera di Roma 2015

Oltre che per stile, i tre atti trovano unità anche per quanto riguarda la scenografia (ben curata da Paolo Fantin, con luci di Alessandro Carletti e costumi di Carla Teti). Tutto ruota intorno ad una serie di container. Nel Tabarro le strutture di ferro hanno il compito di ricordare l’atmosfera industriale e cupa del porto, dove miseria e sofferenza la fanno da padrone. Unica distrazione è la moglie del padrone Giorgetta, di cui si innamora perdutamente lo scaricatore Luigi. I container si trasformano in celle e lavatoi nella sucessiva scena di Suor Angelica, diventando veri e propri luoghi di espiazione per povere donne costrette a scontare una pena non richiesta né dovuta. Qui il regista si è ispirato dal film Magdalene di Peter Mullan che racconta la vita dei monasteri irlandesi, al cui interno venivano segregate le ragazze che avevano subito violenza o che erano rimaste incinte senza essere sposate. L’infamia era la loro colpa e l’allontamento dal mondo la triste pena da espiare. Altra e differente atmosfera nel finale Gianni Schicchi. Qui i container si aprono e si sviluppano in verticale facendo rivivere la casa del defunto Buoso Donati in tutto il suo splendore. Gli arredi, l’argenteria, i quadri e la carta viola da parati fanno da sfondo all’intreccio comico e per certi versi sarcastico tra i parenti in cerca di eredità e lo scaltro Gianni Schicchi.

Trittico_Gianni Schicchi_Tutto il cast®Yasuko Kageyama-Opera di Roma 2015

Oltre che per la regia, il Trittico si caratterizza per un’ottima prova dell’intero cast, fra cui spiccano, senza dubbio, Roberto Frontali nel ruolo di Michele e di Gianni Schicchi e Patricia Racette in quello di Georgetta. Grande performance anche di Ekaterina Sadovnikova (Suor Genovieffa e Lauretta), di Anna Malavasi (Frugola, Badessa e Ciesca) e, infine, di Violeta Urmana nel ruolo della zia principessa di Suor Angelica.

Per la parte musicale emerge la direzione del giovane Daniele Rustioni, già acclamato nella Boheme del 2014 alle Terme di Caracalla. L’orchestra e gli interpreti riescono a seguirlo nel migliore dei modi, dando vita ad uno straordinario risultato, ovvero ad un’edizione del Trittico che difficilmente sarà dimenticata e che rimarrà nella memoria del pubblico romano.

 

Teatro dell’Opera di Roma

Il Trittico (Il Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi)

Musica di Giacomo Puccini su libretti di Giuseppe Adami e Giovacchino Forzano

Direttore Daniele Rustioni

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Regia Damiano Michieletto (con Eleonora Gravagnola)

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Scene Paolo Fantin

Costumi Carla Teti

Luci Alessandro Carletti

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