IUC – Manuel Barrueco in recital

Iuc, Iuc, sempre più Iuc. La stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti conferma, concerto dopo concerto, una raffinatezza ed una qualità di altissimo livello. Dopo il grande pianista Yundi Li e il ciclo dedicato a Schumann, è la volta di Manuel Barrueco. Per i pochi che non lo conoscono, parliamo di uno dei migliori chitarristi di oggi, definito dal Dallas Times come “un aristicocratico della chitarra” e dal Los Angeles Rime come “un musicista magico”. Cubano di origine, americano per adozione e formazione, Barrueco è apprezzato in tutto il mondo per la maestria tecnica e la straordinaria musicalità. E’ un artista colto e, allo stesso tempo, popolare. Il pubblico lo adora per la spontaneità con cui mette insieme un gusto ed uno stile insuperabili.

Il grande merito di Barrueco è, sicuramente, quello di riuscire a far amare la chitarra anche ad un uditorio più avvezzo alla classica musica da camera e agli strumenti tradizionali, come il violino e il pianoforte. Sulla scia di Andrés Segovia, l’artista cubano esegue brani di una eleganza smisurata che non tediano mai. Si è quasi trasportati in un mondo parallelo. La difficile partizione chitarristica e l’evidente debolezza del volume sonoro fanno il resto.

Beniamino della platea romana – assente sul palco dell’Aula Magna della Sapienza dal marzo 2014 – Barrueco ha dato vita, lo scorso martedì, ad un concerto straordinario per quanto elegante e seducente. Il programma della serata ha attraversato ben tre secoli. La prima parte ha visto l’esecuzione di due composizioni scritte originariamente per liuto e per violino, la Suite n. 7 in re minore di Silvius Weiss e la Ciaccone tratta dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach, e delle stupende Variazioni su un tema di Mozart op. 9 di Fernando Sor.

La seconda parte è incentrata sul periodo otto-novecentesco su cui primeggiano La Suite Castellana di Federico Moreno Torroba, la Suite Espanola op. 47 e la Mallorca op. 202 di Isaac Albéniz. In mezzo troviamo tre composizioni di Joaquìn Turina.

Richiamato a gran voce dal pubblico, entusiasta come non mai, l’artista ha concesso due bis di smisurata bellezza.

 

Martedì 12 aprile 2016

Manuel Barreco – chitarra

 

Foto di Damiano Rosa

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