CALCIO – Lazio-Roma 1-4. Le pagelle biancocelesti

Al 16' in gol El Shaarawy, raddoppia Dzeko al 64'. Accorcia le distanze al 75' Parolo, ma la Roma replica e chiude i giochi all’83' e all’87' con Florenzi e Perotti

Marchetti 5,5: non può nulla sul gol di El Shaarawi che segna indisturbato, lasciato colpevolmente solo davanti alla porta dai centrali biancocelesti. Immobile sul tiro di Pjanic al 40’ che si stampa sul suo palo sinistro. Sempre attento, sventa diverse occasioni pericolose anche in uscita bassa. Non può nulla sui successivi tre gol della Roma. Un portiere per quanto bravo non può giocare senza difesa.

Patric 4: lotta e difende, anche molto alto, ma al 16’ si accentra, si ferma e lascia segnare El Shaarawi. Efficace anche nell’evitare una situazione di grande pericolo in area. Il resto della partita lo gioca però in completo stato confusionale.

Biśevac 3: in ritardo evidente sul gol di El Shaarawi al 16’, ex-calciatore semmai lo sia stato. Immobile o fuori posizione su tutti e quattro i gol della Roma, ne combina molte di più del famoso Carlo in Francia. E menomale che era stato presentato come difensore centrale di grande esperienza. Da quel che ha fatto vedere qui a Roma da quando è stato acquistato sembra uno che non ha mai giocato al calcio.

Hoedt 4: in ritardo anche lui sul gol di El Shaarawi. Buona la chiusura al 45’, ma poi Nainggolan conquista il pallone. In occasione del gol di Dzeko al 64’ esce a valanga su Nainggolan che rimane a terra, la difesa è sguarnita così Perotti ha tutto il tempo di tirare, prendere il palo e favorire sul rimpallo il gol di Dzeko. Poco dopo di testa prende però il palo, sugli sviluppi di un corner, a portiere battuto. Espulso al 94’ per somma di gialli.

Braafheid 4: un vice campione del mondo con la sua Olanda, ormai un ex calciatore che si perde sistematicamente i suoi diretti avversari. Resta a guardare Dzeko che tira nella porta vuota e segna. Buono un suo anticipo in scivolata su Salah all’80’. Immobile anche sui gol di Florenzi e Perotti.

Cataldi 5: non fa da scudo in difesa, non è pronto a tornare velocemente quando la Roma riparte in velocità, lasciando una voragine a centrocampo, impreciso anche nel dialogo a centrocampo. Però quando può dà una mano a Biglia in fase di costruzione. Velleitario il tentativo da fuori al 55’. Ammonito al 69’, viene sostituito con Djordjevic all’84’ s.v.

Biglia 5,5: ci mette l’anima fin dai primi minuti di gioco, soprattutto in fase difensiva dove sbroglia alcune situazioni di confusione. Buona la sua posizione dalla sinistra al 35’, di poco alta sulla traversa. Ammonito al 37’. Lotta per tutta la gara, ma il centrocampo non gira affatto, anzi la squadra sembra spaccata in due, ma la responsabilità non è tutta sua di certo. Più efficace in fase di interdizione e recupero.

Parolo 6,5: solito impegno, ma poco costrutto. Non riesce a trovare la posizione in campo e fatica negli inserimenti. Va al tiro dal limite, ma viene murato dagli avversari. Ci riprova al 61’ ma il suo tiro finisce ampiamente a lato della porta di Szczesny. Si avventa sul colpo di testa di Klose che scavalca Sczesny al 75’ e la mette dentro anticipando i difensori giallorossi.

Candreva 5,5: non basta quando torna in posizione di terzino destro per dare una mano a Patric, non basta che scambi posizione sulla fascia con Felipe Anderson, non basta che si prenda un giallo quando viene fermato irregolarmente da Nainggolan: ci prova in tutti i modi e con orgoglio, ma non può lottare da solo contro la Roma. Cerca spesso la soluzione personale, ma non riesce a incidere, nervoso e ammonito viene sostituito con Keita al 55’, ma di certo è il meno responsabile del non gioco della Lazio.

Matri 5: cercato nei primi minuti di gioco con lanci lunghi, non difende bene il pallone né va mai al tiro nei primi 45’ di gioco. Soffocato dai centrali difensivi della Roma, poco mobile viene sostituito al 55’ con Klose.

Klose 6,5: tira fuori dallo specchio della porta al 69’ quando Keita è a terra per l’intervento di Manolas, poco prima ci aveva provato di testa. Incredibile l’energia con cui si impone in area romanista e sul pressing alto nei confronti degli avversari, in particolare Rudiger. Se Parolo non si avventasse sul pallone che mette di testa alle spalle di Sczesny, forse il gol sarebbe stato suo. Lotta fino alla fine su ogni pallone.

Felipe Anderson 5: non è affatto abulico a inizio gara, anzi. Dopo i primi 15’ di gioco cambia fascia con Candreva passando a destra. Al 37’ si scontra in area con Rudiger e chiede il rigore per una presunta ostruzione che Banti, giustamente, non giudica tale. Digne lo tiene a bada e lo anticipa efficacemente in diverse occasioni. Progressivamente si spegne ma non viene sostituito.

Keita 6,5: entra al 55’ e si rende subito pericoloso con un destro che la difesa della Roma devia in corner. Al 69’ viene fermato in area da Manolas in scivolata, i laziali chiedono a gran voce il rigore che non viene concesso. Con la sua entrata in campo la Lazio si risveglia e riesce ad accorciare le distanze con Parolo al 75’, gol che arriva da un suo cambio di gioco in area su Klose che di testa supera Szczesny. Sulla palla che si avvia a superare la linea di porta si avventa Parolo che si aggiudica il gol. Non si dà pace fino all’ultimo anche quando la sua squadra ha ormai un passivo praticamente irrecuperabile. Dubbia l’entrata di Manolas in scivolata che lo stende in area, ma Banti non la giudica da rigore, perché il romanista sembra arrivare prima e sul pallone.

Pioli 4: un uomo solo sulla panchina. Solo perché non ha più sostituti per la sua difesa, solo perché abbandonato dalla squadra e solo perché abbandonato dalla società. Però è anche il caso di dire che chi è causa del suo male pianga se stesso. La sua squadra, con una difesa approssimativa anche a causa degli indisponibili, fa quel che può ed è fortunata a terminare la prima frazione con un solo gol di scarto perché la Roma si divora tre o quattro chiare occasioni da gol. Gol che invece realizza nella ripresa, nel momento migliore della sua Lazio quando entrano in campo Klose e Keita al posto di Matri e Candreva. Sostituzioni che per un quarto d’ora sembrano ridare vita ai suoi, che però prendono altri tre gol sulle accelerazioni implacabili e inarrestabili dei giallorossi. Autore, assieme ai suoi giocatori – con pochissime esclusioni – di una sconfitta nel derby tra le più umilianti degli ultimi 12 anni.

 

IL TABELLINO
Lazio-Roma 1-4
Marcatori: 16′ El Shaarawy (R), 64′ Dzeko (R), 75′ Parolo (L), 83′ Florenzi (R), 87′ Perotti (R)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, Bisevac, Hoedt, Braafheid; Cataldi (84′ Djordjevic), Biglia, Parolo; Candreva (56′ Keita), Matri (55′ Klose), Felipe Anderson.
A disp. Guerrieri, Matosevic, Gentiletti, Mauricio, Mauri, Onazi.
All. Stefano Pioli

ROMA (4-3-3): Szczęsny; Florenzi, Manolas, Rudiger, Digne; Pjanic, Keita, Nainggolan (71′ Iago Falque); Salah (81′ Zukanovic), Perotti, El Shaarawy (60′ Dzeko).
A disp. De Sanctis, Castan, Emerson, Torosidis, Maicon, De Rossi, Ucan, Strootman, Totti.
All. Luciano Spalletti

ARBITRO: Banti (sez. Livorno).ASS.: Costanzo-Passeri. IV: Di Liberatore. ADD.: Damato-Russo.

NOTE. Ammoniti: 26′ Candreva (L), 37′ Biglia (L), 41′ Nainggolan (R), 56′ Rudiger (R), 64′ Hoedt (L), 69′ Cataldi (L)

Recupero: 6′ st.

Serie A TIM, 31° giornata
Stadio Olimpico di Roma – domenica 3 aprile 2016, ore 15:00

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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