CALCIO – Frosinone-Lazio 0-0. Le pagelle biancocelesti

Dopo un primo tempo che non produce sussulti, gli uomini di Pioli nella ripresa assediano i padroni di casa ma senza mai incidere sotto porta. Solo nel finale Leali salva il risultato su un colpo di testa di Milinković–Savić

Marchetti 6,5: sempre attento e presente ma su palloni di normale amministrazione. Al 65’ è impegnato da Ciofani e deve intervenire a terra in due tempi.

Konko 6,5: dialoga come sempre con Candreva, spesso si accentra, sbaglia tanto come tutti i suoi compagni soprattutto nel primo tempo. Al 65’ rincorre malamente Ciofani che va al tiro. Cresce nella ripresa e all’86’ si esibisce in una chiusura in rovesciata acrobatica che blocca una pericolosa verticalizzazione avversaria. Eccellente nei minuti di recupero finali una sua chiusura su Ciofani lanciato da solo davanti a Marchetti. Va anche al tiro in un paio di occasioni, murato però dagli avversari. Il migliore dei suoi.

Biśevac 6: fa bella figura assieme a Hoedt, perché raramente il Frosinone va al tiro in porta, ed è bravo in fase di impostazione. Ma come tutta la difesa biancoceleste, se presa in velocità, dà l’impressione di essere vulnerabile.

Hoedt 6: in attacco al 25’ spreca di destro un buon pallone con Leali fuori dai pali, meglio in difesa, dove non fa passare Rosi un minuto dopo. Tiene a bada Ciofani, non fa passare una palla dei frusinati fino al 65’ quando è troppo lontano da Biśevac e propizia il tiro del bomber del Frosinone. Bravo quando esce palla al piede. In crescita.

Lulic 6,5: generoso come sempre, tocca una quantità industriale di palloni, ma sbaglia molto, troppo, come tutti i suoi colleghi. Meglio in fase difensiva, dove si prodiga in qualche ottima chiusura. Partita di grande quantità, non si risparmia mai.

Cataldi 6: buono il fraseggio a centrocampo durante la prima frazione, bene anche in fase di copertura. Nella ripresa con la sostituzione di Mauri con Keita e il cambio di modulo da 4-3-3 a una sorta di 4-3-1-2 fa anche il trequartista dietro alle due punte Djordjevic (poi Klose) e Keita.

Biglia 6,5: è il calciatore che più impensierisce Stellone, che chiede ai suoi di costruirgli una vera e proprio gabbia attorno. Ma l’argentino ha classe e riesce a dettare ugualmente i tempi e le geometrie del gioco, facendosi trovare in ogni parte del campo, anche in attacco all’occorrenza. Anche lui, però, come i suoi compagni di squadra sbaglia molto.

Parolo 6: tira in porta dai 30 metri al 31’ forse sperando di sorprendere Leali, lotta e combatte e al 38’ si fa trovare perfino in posizione di centravanti. Lavora tanto, ma con tanta imprecisione. Cala con il passare dei minuti e viene sostituito al 75’ con Milinković–Savić.

Milinković–Savić 6,5: chiamato a dare più sostanza e pericolosità di Parolo alla manovra biancoceleste, al 78’ tenta il suo colpo preferito, quello di testa, ma Leali si supera nell’occasione deviando in corner.

Candreva 6,5: non la sua migliore interpretazione, eppure fin dai primi minuti si prodiga senza risparmiarsi. Corsa, dribbling, cross al centro, tiro: spaventa Leali all’11’ (quando Djordjevic che aveva seguito l’azione lo rimprovera) e al 20’, dopo aver messo a sedere Pavlovic. Con il trascorrere dei minuti incide meno, con tanti traversoni completamente fuori misura, ma pur giocando tanti palloni. Va al tiro da posizione centrale all’86’, sfiorando il palo sinistro di Leali.

Djordjevic 4,5: chiede palla ai compagni, rimprovera Candreva che non gliela passa, ma quando tira in porta da posizione favorevole al 34’ fa venire i brividi: un tiro strozzato che finisce sul fondo. È disattento al 37’ quando non sfrutta un suggerimento di Lulic. Si ripete a fine primo tempo, sempre impreciso al tiro. Al 66’ lascia il campo a Klose.

Klose 5: non ha un solo pallone da poter calciare verso la porta e allora come fa spesso torna indietro fino a centrocampo a dare una mano in fase di ripartenza e a volta anche in fase difensiva.

Mauri 4,5: gioca praticamente un solo tempo, ma da dimenticare. Molto deludene rispetto alla buona prova contro il Verona. Involuto, fuori dal gioco, non tocca un solo pallone. Pioli lo sostituisce al 53’ con Keita.

Keita 6: entra e diventa la spina nel fianco della retroguardia avversaria, ma è anche lui infruttuoso in fase conclusiva e spesso viene fermato al secondo dribbling. Conferisce maggiore brio alla manovra, ma i suoi tiri si infrangono sui difensori del Frosinone.

Pioli 5: mette in campo una squadra che fa possesso palla, ma molto imprecisa e sterile. Gli unici pericoli provengono solo dalla parte di Candreva, anche lui molto impreciso come tutti i compagni di squadra. La prima frazione di gioco scorre via senza un solo sussulto. La difesa biancoceleste fa bella figura, perché il Frosinone non si rende mai davvero pericoloso. Ma se preso in velocità, l’intero impianto difensivo appare vulnerabile. Nella prima mezzora della ripresa la Lazio alza i ritmi, assedia il Frosinone schiacciandolo nella propria area di rigore, ma non riesce mai nell’ultimo passaggio, sia quando ci prova dalla fascia di Candreva che quando tenta di sfondare per le vie centrali e in 45’ si produce soltanto in un paio di tiri verso la porta dei padroni di casa. Leali compie il miracolo sul colpo di testa di Milinković–Savić e la gara si chiude sullo 0-0. L’impressione alla fine è che abbia lasciato la qualità e le idee in panchina, mettendo in campo una squadra operaia che, nonostante le correzioni in corsa e pur essendo padrona del campo., non riesce a incidere sotto porta. L’impegno in Europa League si è fatto sentire, ma intanto il Sassuolo la supera in classifica.

IL TABELLINO
Frosinone-Lazio 0-0

FROSINONE (4-3-3): Leali; Rosi, Ajeti, Blanchard, Pavlovic; Frara (87′ Chibsah), Sammarco, Gori; Soddimo (70′ Tonev), Dionisi (84′ Kragl), Ciofani.
A disp: Bardi, Zappino, M. Ciofani, Crivello, Pryyma, Gucher, Carlini, Longo, Paganini.
All. Roberto Stellone

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Biśevac, Hoedt, Lulic; Cataldi, Biglia, Parolo (76′ Milinkovic); Candreva, Djordjevic (66′ Klose), Mauri (53′ Keita).
A disp. Berisha, Mauricio, Braafheid,Basta, Morrison, Onazi, , Kishna, Felipe Anderson, Matri.
All. Stefano Pioli

ARBITRO: Russo (sez. sez. di Nola). ASS.: Vuoto – Valeriani. IV: La Rocca. ADD: Mazzoleni- Baracani.

NOTE. Ammoniti: 75′ Rosi (F), 94′ Chibsah (F) Recupero: 4′ st.

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Vice direttore di DT NEWS, Alessandro Staiti è nato a Roma dove si è laureato in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e specializzato in Comunicazione e Organizzazione Istituzionale con tecnologie avanzate. Inizia nel 1976 come dj a «Onda Radio 101» una delle prime cinque radio libere romane. Giornalista pubblicista dal 1981, è stato collaboratore delle riviste musicali «Mucchio Selvaggio», «Chitarre», «Ciao 2001», «Music», «New Age Music & New Sounds», «Etnica & World Music», «Acid Jazz», caposervizio delle pagine «Cultura» e «Sesso e Salute» del quotidiano nazionale «Quigiovani», caporedattore della rivista «Esoterica» e autore di instant book su Sting, a-ha, e Peter Gabriel. Ha pubblicato i saggi «Robert Fripp & King Crimson» (Lato Side, 1982), il primo libro al mondo sul chitarrista inglese e sui King Crimson e «In The Court Of The Crimson King» (Arcana, 2016) la prima monografia in Italia sull'album d’esordio della band che ha cambiato la storia del rock. Collaboratore di «Classic Rock», «Chitarra Acustica», «La Stampa».

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